Presunto tentato sequestro di bambini: «Per nostalgia dei miei figli»
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Presunto tentato sequestro di bambini: «Per nostalgia dei miei figli»

Avrebbe agito per nostalgia dei figli la donna originaria del Kenia arrestata per tentato sequestro di minore. Con lei accusato un uomo di 38 anni, che non sarebbe il fratello. I racconti di una mamma e di don Simone Arosio.

La nostalgia dei figli che non sono più con lei. Talmente forte da spingerla a fiondarsi in mezzo a un gruppo di bambini in fila all’oratorio e a strattonarne 3 davanti ai loro genitori, dicendo “vieni con me”. Una spiegazione, quella fornita dalla donna keniota di 34 anni arrestata domenica assieme a un connazionale di 38 alla parrocchia San Giovanni Bosco di Carugate per tentato sequestro, che deve essere ancora verificata e vagliata dai carabinieri. Ma intanto, qualche tassello nella strana vicenda, un goffo tentativo di rapimento, che ha comunque spaventato parecchio i bimbi della parrocchia, sembra andare al suo posto. Pare, infatti, che i due immigrati africani non siano fratelli, come inizialmente riferito. E che soprattutto possano aver agito sotto l’effetto dell’alcol.

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Dai primi accertamenti, l’azione era stata inquadrata come il gesto di una squilibrata, e anche sul ruolo dell’uomo ci sono versioni contrastanti. Secondo alcuni infatti, avrebbe cercato di far desistere la donna, secondo altri la avrebbe spalleggiata. La procura (pm Vincenzo Fiorillo) ha chiesto comunque per entrambi la convalida dell’arresto per tentato sequestro, udienza fissata per il tardo pomeriggio di mercoledì 18 ottobre.

A raccontare l’accaduto è la mamma di uno dei tre bimbi coinvolti nel presunto tentativo di sequestro: “Eravamo qui all’oratorio a vedere uno spettacolo al cinema. Alla fine del primo tempo sono entrate queste due persone mentre facevamo la coda per il pop corn: una donna ha iniziato a prendere mia figlia, e a tirarla verso di sè”. Prima l’incredulità, poi la reazione: “Le ho detto ‘mollala cosa fai’, e lei ripeteva ‘vieni con me ti porto io’, io l’ho sganciata, e lei ci ha provato con un altro bambino (per le accuse però le parti offese sono 3 ndr). Poi sono usciti altri papà, e così hanno mollato l’altro bimbo e sono usciti. Noi genitori li abbiamo seguiti per non farli allontanare, ma nel frattempo erano arrivati i carabinieri. I bambini piangevano, erano molto spaventati».

Secondo altri presenti, i due erano stati visti prima dell’intervallo, che si facevano i selfie in mezzo all’oratorio. Non emergono collegamenti tra gli indagati, difesi d’ufficio dall’avvocato Christian Cerniglia, e i bambini coinvolti. E né i due arrestati sono stati mai visti in zona, a Carugate, prima di domenica. Oltre a quella della madre, si aggiunge la testimonianza di don Simone Arosio: “sono entrate due persone al bar, la donna appariva un po’ confuse, e dopo essere entrata si è avvicinata a un gruppo di bambini e ha inziato a strattonarli. Immediatamente sono intervenuti dei genitori; sembrava quasi che la persona che accompagnava la signora volesse portarla all’esterno”.


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