PizzAut, la pizzeria dei ragazzi autistici: «Aziende, aiutateci ad aprirla»
PizzAut: al centro Nico Acampora, fondatore della onlus PizzAut (Foto by Sarah Valtolina)

PizzAut, la pizzeria dei ragazzi autistici: «Aziende, aiutateci ad aprirla»

La vittoria a Tu Si Que Vales su Canale 5 è sfuggita, ma la vetrina televisiva ha acceso i riflettori su PizzAut, il progetto di inclusione sociale fondatore della Onlus che vuole aprire la prima pizzeria d’Italia interamente gestita da ragazzi autistici. Le idee non mancano e la raccolta fondi procede.

«Fino a quando i nostri figli sono piccoli possiamo contare su una certa attenzione nei loro confronti, non è il massimo ma pur sempre qualcosa. Quando poi diventano grandi le poche attenzioni a cui li avevamo abituati spariscono e all’improvviso nessuno si occupa più di loro».

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Le persone di cui parla Nico Acampora, educatore muggiorese che gravita anche su Monza, sono ragazzi e bambini autistici, come il suo bimbo Leo, di nove anni, che ama fare la pizza e adora mangiarla. E proprio osservandolo intento con il forno di casa, ha avuto l’idea. Realizzare la prima pizzeria d’Italia interamente gestita da ragazzi autistici, dove poter esprimere capacità e competenze e trovare un lavoro che sappia rispettare ritmi e tempi adatti a chi soffre di questa patologia. Un sogno che nell’arco di pochi mesi soltanto sta diventando una sfida possibile.

A dare tanta visibilità al progetto di Acampora e delle quindici famiglie che con lui hanno costituito la onlus PizzAut, che coinvolge famiglie di tutta la Brianza, ci ha pensato la tv. La redazione della trasmissione Tu si que vales li ha contattati, incuriositi dal progetto di questo padre. La vetrina televisiva ha consentito al gruppo di avere ampia notorietà a livello nazionale. Il team ha sfornato pizze per i giurati della trasmissione condotta da Belen Rodriguez, conquistando un posto nella finale. Alla fine l’ambito primo premio non è arrivato, ma poco importa. La squadra di pizzaioli ha già vinto.

«Il nostro intento è di aprire la prima pizzeria di PizzAut entro il prossimo anno – racconta Acampora - Abbiamo già ricevuto un’offerta dal Comune di Segrate che ci metterebbe a disposizione un locale da ristrutturare. Ci stiamo ancora guardando intorno. Vorremmo investire i soldi raccolti con le donazioni esclusivamente per il locale e non per le ristrutturazioni. Sarebbe bello che qualche azienda monzese o brianzola o imprenditore della zona credesse nel nostro progetto a tal punto da offrirci in affitto un locale, magari a Monza».

L’appello è lanciato, ora non resta che aspettare e iniziare il conto alla rovescia per l’inaugurazione. Il business plan prevede un investimento di circa 110.000 euro, la metà la onlus conta di raccoglierla con la petizione on line che ha già superato quota 42.000 euro, frutto della generosità di tanti cittadini comuni.

«Quello che abbiamo in mente è un locale per famiglie e per giovani, un luogo dove stare bene e divertirsi, un locale dai tempi lenti dove non bisogna andare a mangiare la pizza quando si hanno cinque minuti soltanto ma dove trovarsi in una dimensione temporale e di relazione fuori dalle frenesie che mettono in difficoltà chi è affetto da autismo, ma che fanno male anche ai così detti “normali”».

In attesa di inaugurare il loro locale i ragazzi di PizzAut girano l’Italia proponendo assaggi di una pizza speciale che profuma di sogni. Chi volesse sostenere il progetto può trovare tutte le informazioni sul sito pizzaut.it, o seguire il calendario degli eventi sulla pagina Facebook della onlus (PizzAut nutriamo l’inclusione).


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