Pedemontana, e adesso che succede? Politica spaccata: M5S e Pd contrari, la Lega gongola per il via libera
Pedemontana arriva fino a Lentate sul Seveso

Pedemontana, e adesso che succede? Politica spaccata: M5S e Pd contrari, la Lega gongola per il via libera

Dopo il maxi finanziamento al progetto, la politica lombarda e brianzola si interroga su Pedemontana. Spaccandosi. M5S e Pd sono contrari, Lega super favorevole e gongolante.

E ora, che succede? All’indomani della notizia del “salvataggio” operato da banche, Cassa depositi e prestiti e Banca europea per gli investimenti per quanto riguarda il progetto di Pedemontana (leggi QUI la notizia) la politica e gli ambientalisti prendono posizione. Da una parte, nel campo dei favorevoli, spicca la Lega, che vuole fortemente il completamento dell’opera.

Gianmarco Corbetta

Gianmarco Corbetta

Nel campo dei “No Pedemontana” ci stanno, invece, Movimento 5 Stelle e Pd. «Da sempre il Movimento 5 Stelle sostiene l’inutilità e la dannosità di Pedemontana, un’opera che devasta il territorio lombardo. Al posto della scelta miope di continuare con le colate di cemento e asfalto autostradale, il Movimento 5 Stelle ha sempre chiesto di puntare sulla mobilità sostenibile e il potenziamento della rete stradale ordinaria esistente. Ci dispiace che il ministro Cingolani parli di Pedemontana senza conoscere la realtà dei fatti: Pedemontana non ha nulla a che fare con la sostenibilità ambientale». Così il senatore brianzolo Gianmarco Corbetta che tira per la giacchetta il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, dato teoricamente, all’epoca della formazione dell’esecutivo Draghi vicino all’ambiente pentastellato e adesso grande nemico dei grillini con i suoi endorsement a Pedemontana e al ritorno del nucleare in Italia. «Pedemontana – spiega Corbetta – è un’opera totalmente insostenibile, non solo dal punto di vista ambientale ma anche sul piano economico. Infatti, una volta esaurito il finanziamento pubblico da 1,2 miliardi di euro, la realizzazione si è fermata in attesa di quei finanziamenti privati che avrebbero dovuto coprire l’80% dei costi ma che finora nessun investitore ha concesso». «Il progetto è talmente insostenibile e superato – conclude Corbetta – che nemmeno i corposi incentivi previsti dallo Stato e dalla Regione negli anni scorsi in termini di defiscalizzazione e garanzie pubbliche sono riusciti ad attrarre gli investitori. L’intervento del Mite in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti è l’ennesimo tentativo di salvare un progetto che non sta in piedi e che non migliorerà la mobilità dei lombardi, men che meno in modo sostenibile. I fondi della Bei meriterebbero di essere investiti in progetti davvero verdi, come il trasporto pubblico e la manutenzione delle infrastrutture esistenti, invece che in una nuova e inutile colata di asfalto».

Marco Fumagalli

Marco Fumagalli

Duro anche il commento di Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia: «L’opera è drogata dal finanziamento pubblico, è eccessivamente costosa e devasta il territorio brianzolo, con un progetto vecchio e non al passo con l’economia digitale. Un’azienda che è un fortino leghista dovrà gestire miliardi di investimenti con il rischio che finiscano come la Lombardia film commission o con i disastri di Aria. Anziché spendere quei soldi per attraversare la Brianza avevamo chiesto di riqualificare l’intera Milano-Meda e di eliminare i caselli che creano intoppi sulla tangenziale e aumentano il traffico sulla viabilità locale. Evidentemente in Regione Lombardia si preferisce cementificare e far pagare il pedaggio autostradale per favorire gli amici degli amici», conclude il consigliere

Gigi Ponti

Gigi Ponti

Se dalle parti del Movimento bombardano, il Partito democratico ha messo nero su bianco il proprio “no” al progetto. Pietro Virtuani, Gigi Ponti, Vincenzo Di Paolo, una ventina tra sindaci, ex sindaci e candidati sindaco brianzoli (Egidio Riva, Roberto Scanagatti, Monica Buzzini, Massimiliano Chiolo, Pietro Cicardi, Mauro Colombo, Rosalba Colombo, Carla Della Torre, Andrea Esposito, Davide Fumagalli, Maurilio Longhin, Kristiina Loukiainen, Lisa Mandelli, Renato Meregalli Concetta Monguzzi, Luca Ornago, Mariarosa Redaelli, Alberto Rossi, Simone Sironi, Francesco Cereda, Paola Palma) e il deputato Roberto Rampi hanno firmato una lettera aperta a Governo e Regione, chiedendo di modificare di concerto con i territori il progetto di Pedemontana, ormai “obsoleto e dannoso”. Per i firmatari dell’appello risulta “incomprensibile perché si voglia far pagare cara e due volte ai cittadini la stessa infrastruttura, prima attraverso le risorse derivanti dalle tasse e poi attraverso un pedaggio molto alto. È un cortocircuito profondamente iniquo al quale non possiamo sottostare senza dare voce alle perplessità che giungono dai cittadini dei territori interessati dal progetto”. “È un progetto obsoleto – si legge nella lettera- sovradimensionato e potenzialmente devastante per un territorio urbanizzato e densamente popolato come la Provincia di Monza e Brianza. È un progetto figlio di un altro tempo e di un’altra mentalità, che non tiene conto né dell’attenzione ai temi relativi alla salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente (quindi dalla riduzione del consumo di suolo al potenziamento del trasporto pubblico e delle forme di mobilità dolce), né di previsioni aggiornate su quale potrebbe essere l’effettivo utilizzo di una nuova autostrada”. “Per questo - concludono - chiediamo che il Ministero e la Regione intervengano per modificare questo progetto e concertare con il territorio una soluzione alternativa che affronti i temi della mobilità per la Provincia di Monza e Brianza e per la nostra Regione, guardando al futuro, non al passato, e alla sostenibilità e alla tutela del territorio”.

Fabrizio Cecchetti

Fabrizio Cecchetti

Il tema, come facile prevedere, entrerà sicuramente, anzi è già entrato, nella campagna elettorale per le imminenti elezioni a sindaco, che si terranno il 3-4 ottobre. E se dalle parti del centrosinistra i candidati salgono sulle barricate per ribadire la contrarietà all’autostrada, più sfumata per non dire del tutto assente è la presa di posizione degli esponenti locali del centrodestra. Difficile far digerire al proprio elettorato un nastro di asfalto che porterà in dote, comunque la si pensi riguardo al progetto, disagi, traffico e devastazione in quel poco di verde che è rimasto nella prima fascia davvero green della Brianza da Milano. Chi gongola, soprattutto a livello istituzionale, è invece la Lega. «Grazie all’attento lavoro dei vertici di Autostrada Pedemontana Lombarda, e in particolare del presidente Roberto Castelli, potrà essere completata questa infrastruttura fondamentale per la Lombardia per collegare gli scali aeroportuali di Malpensa a Orio al Serio, togliendo una massa enorme di traffico dalla A4, dalla A8 e A9 e per decongestionare in Brianza il traffico sulla ss 36 e quello interno ai tanti centri urbani attraversati ogni giorno da veicoli e mezzi pesanti»: così l’onorevole Fabrizio Cecchetti, vice capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati e coordinatore della Lega Lombarda per Salvini Premier.


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