Papa Francesco a tutto campo

Chiesa e futuro, l’uomo, le ferite

Papa Francesco a tutto campo  Chiesa e  futuro, l’uomo, le ferite

È la prima intervista di Papa Francesco e l’ha concessa al direttore di Civiltà cattolica. Una lunga chiacchierata in cui ha risposto a domande a tutto campo sulla chiesa e il suo futuro, omosessualità, divorziati risposati, donne, la sua vita, arte e letteratura. Da Mozart a Manzoni.

È la prima intervista di Papa Francesco e l’ha concessa al direttore di Civiltà cattolica, il gesuita Antonio Spadaro. Una lunga chiacchierata di metà agosto, pubblicata un mese più tardi. Jorge Mario Bergoglio ha risposto a domande a tutto campo in cui ha parlato “di sé, dei gesuiti, della Chiesa” come anticipato dalla rivista in uno dei tanti tweet che hanno accompagnato l’uscita dell’intervista “su sedici riviste dei gesuiti in tutto il mondo” (con hashtag #HablaFrancisco).

Il Papa ha parlato della riforma della Chiesa, del ruolo dei dicasteri vaticani, omosessualità e nozze gay, dei divorziati risposati, delle donne.

“Le riforme non avvengono subito. Occorre preparare condizioni per il cambiamento vero” è stata una delle anticipazioni. “Il popolo di Dio chiede pastori, non funzionari o chierici di Stato. La Chiesa che sogno: curare le ferite, riscaldare il cuore, vicinanza, prossimità. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto”. E poi: “Divorziati risposati, persone omosessuali: la persona va accompagnata a partire dalla sua condizione”.

“Quale posto per la donna nella Chiesa? Il genio femminile è necessario dove si prendono decisioni...”.

Papa Francesco ha parlato anche di sé (“Senza gente non posso vivere. Ho bisogno di vivere la mia vita insieme agli altri”), della sua vita (”Il mio modo autoritario e rapido di prendere decisioni mi ha portato ad avere seri problemi e ad essere accusato di essere ultraconservatore. Ho vissuto un tempo di grande crisi interiore quando ero a Cordova. Ecco, no, non sono stato certo come la Beata Imelda, ma non sono mai stato di destra”), dell’importanza del termine “misericordiando” e delle passioni artistiche e musicali. Dalla Turandot di Puccini, a Dostoevskij e Hölderlin, all’importanza dei Promessi Sposi, a Caravaggio, a Mozart e Bach.

Il quaderno di Civiltà cattolica con l’Intervista è a disposizione in pdf sul sito (vai). La versione integrale è stata pubblicata anche dal quotidiano Avvenire: leggi l’intervista a papa Francesco (si apre in un’altra pagina).


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