Omicidio di Bovisio: interrogatorio in carcere per Giorgio Truzzi
I rilievi dei carabinieri accanto all’auto della vittima

Omicidio di Bovisio: interrogatorio in carcere per Giorgio Truzzi

Oggi, sabato 28 aprile, sarà interrogato nel carcere monzese di vai Sanquirico Giorgio Truzzi, l’autista 57enne che giovedì 19 aprile a Bovisio Masciago ha ucciso con una pistola calibro 38 illegale la moglie Valeria Bufo, di 56 anni. Un’arma che si è procurato chissà come, lui che non ha mai avuto un problema con la legge.

Oggi, sabato 28 aprile, sarà interrogato nel carcere monzese di via Sanquirico Giorgio Truzzi, l’autista 57enne che giovedì 19 aprile, a Bovisio Masciago, ha ucciso con una pistola calibro 38 illegale la moglie Valeria Bufo, di 56 anni. Un’arma che si è procurato chissà come, lui che non ha mai avuto un problema con la legge. I litigi tra i due erano all’ordine del giorno. Anche se non ci sono mai stati episodi violenti. Non risultano denunce di percosse o maltrattamenti, ma ora suonano quanto mai tristemente profetiche quelle parole che ogni tanto, secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Desio e Seregno, il reo confesso avrebbe pronunciato: “un giorno te la faccio pagare”.

E così ha fatto: giovedì ha atteso che la moglie uscisse dal suo ufficio, l’ha inseguita con l’auto aziendale, una Smart. A un semaforo di corso Italia, a Bovisio Masciago, ha messo le ‘quattro frecce’, ha aperto la portiera dell’Alfa Romeo su cui viaggiava la moglie, impiegata alla Incifra di Bovisio, e le ha sparato 4 colpi di pistola, 3 dei quali a segno. La donna, poco prima dell’una, stava andando a prendere la figlia minore (17 anni) alla stazione. E’ morta al San Gerardo di Monza.

Truzzi, tornato sulla Smart, ed è andato dritto alla caserma dei carabinieri di Seveso. “Ho sparato a mia moglie”, ha annunciato ai militari, prima di chiudersi in silenzio sino alla sera quando, interrogato dagli inquirenti, avrebbe accusato un tracollo emotivo. La vicenda, ormai praticamente chiusa dopo che venerdì, grazie alle informazioni fornite dallo stesso uomo, i carabinieri hanno trovato l’arma del delitto, che l’autista avrebbe gettato dalla macchina in corsa in un cespuglio di rovi lungo la ferrovia a Cesano Maderno.

Secondo quanto emerso la coppia, residente a Seveso, tre figli, si stava separando. Lei era uscita di casa da un paio di settimane, insieme alla figlia di 17 anni. Ed è forse in questo scenario che va collocata l’azione omicida dell’uomo. La prospettiva di restare solo. Il figlio maggiore, di 30 anni, era all’estero per lavoro. Il minore di 24 anni era rimasto col papà. Ma lui non aveva accettato la decisione di lei di troncare la relazione. Un rapporto che ultimamente si era logorato .

I primi ad accorrere, dopo gli spari, sono stati dei giovani dipendenti di un’azienda vicina. Hanno prestato i primi soccorsi, hanno chiamato il 118 e i carabinieri, riuscendo anche a vedere l’uomo che aveva sparato, mentre scappava in auto. Uno di loro ha annotato la targa del mezzo. Valeria Bufo intanto è stata soccorsa dagli operatori del 118 che hanno fatto di tutto per rianimarla. Subito è stata trasportata al San Gerardo di Monza dove nonostante i tentativi disperati dei medici di mantenerla in vita, purtroppo non ce l’ha fatta. E’ morta poco dopo le 14.30, appena giunta in ospedale.


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