Treni, niente riapertura della Seregno-Carnate. Ma la sua salvezza saranno gli aeroporti di Malpensa e Orio al Serio
La tratta Seregno-Carnate nei pressi della stazione di Lesmo

Treni, niente riapertura della Seregno-Carnate. Ma la sua salvezza saranno gli aeroporti di Malpensa e Orio al Serio

Niente riapertura della linea ferroviaria Seregno-Carnate: lo ha comunicato l’assessore regionale ai Trasporti Claudia Maria Terzi. Ma la salvezza della linea saranno i collegamenti con gli aeroporti di Malpensa e Orio al Serio.

Nessuna speranza, nell’immediato, di riapertura per la Seregno-Carnate. È quanto emerso, giovedì mattina, durante la commissione regionale Infrastrutture e trasporti. La richiesta di chiarimenti è stata avanzata dal consigliere regionale del Pd Gigi Ponti. A sostenere la richiesta di informazioni sulla linea (chiusa ufficialmente il 9 dicembre 2018) anche i sindaci di Seregno, Alberto Rossi e Carnate, Daniele Nava. Non proprio con una voce sola nel chiedere il ripristino delle corse visto che Rossi ha cautamente avanzato la proposta di ridurre il numero di quelle giornaliere (14 treni al giorno per direzione, uno all’ora) forse spaventato dalla gestione dei passaggi a livello in città (oggi ovviamente aperti per la gioia degli automobilisti), mentre Nava ha ufficialmente chiesto «tanti treni, credo nelle potenzialità di questa linea. I bus sostitutivi sono stati snobbati». «È l’unica tratta che collega l’ovest della Brianza all’est e che non passa da Milano. Quando era stata soppressa aveva 500 abbonamenti, quasi tutti studenti, che usavano la tratta per andare a scuola. Con l’autobus, i 18 minuti della tratta sui treni sono diventati 60 minuti con l’autobus. E gli utenti sono diventati una decina» ha proseguito Rossi.

Speranze gelate dall’assessore regionale ai trasporti Claudia Maria Terzi: «Il carico massimo feriale nel 2017 è stato di 38 persone in una corsa su tre carrozze che poteva contenere ben 190 passeggeri. Ogni giorno, nel 2018, si spostavano mediamente 453 persone per un costo annuale, a carico di Trenord, di circa un milione di euro. La scarsa frequentazione della linea e la necessità di intervenire per far fronte alla problematica situazione del servizio ferroviario regionale nel 2018 portò Regione Lombardia a inserire la Seregno-Carnate tra quelle che dovevano essere sospese. Poi è arrivata la pandemia, che ha causato prima una drastica riduzione del servizio, poi oggi a un servizio potenziato ma con una limitata capacità di trasporto per la normativa anti Covid. Da qui la decisione politica di tenere chiusa la Seregno-Carnate, non ci sono i presupposti per potere riaprirla». La salvezza, però, potrebbe arrivare dal trasporto aereo. «Quello che voglio ribadire - ha proseguito la Terzi - è che nella pianificazione regionale, la Seregno-Carnate non andrebbe considerata a sé stante, un treno che va avanti e indietro tra due stazioni. Ma è fondamentale per una connessione trasversale tra il nord Milano e la zona della Bergamasca, tra gli aeroporti della Malpensa e di Orio al Serio, con i corridoi internazionali del Sempione e del Gottardo. Certo, non è una cosa che parte domani, ne stiamo parlando con Rfi di questa “pedemontana ferroviaria”: ci sono comunque dei nodi da sciogliere come l’innesto a Seregno o il ponte sull’Adda.

Un grido di allarme sui conti di Trenord è arrivato da Marco Piuri, ad della società: «Nel 2020 la perdita di bilancio è stata di 200 milioni di euro, nel 2021 la stima di mancanza di ricavi è simile, sempre 200 milioni euro. Nel 2020 avevamo il vantaggio di aver ridotto il servizio, quest’anno invece lo abbiamo anche potenziato. Se dovessimo riprendere il servizio, sarebbe un costo. Sulla linea non c’è una significativa domanda di trasporto su qualsiasi mezzo di trasporto, lo testimoniano i dati di un progetto pilota che abbiamo fatto con il Politecnico di Milano utilizzando i dati telefonici: tra Seregno e Carnate non c’è una domanda di trasporto significativa».


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