Monza, testa a testa verso il ballottaggio: chi sta con chi
Monza, Roberto Scanagatti e Dario Allevi (Foto by Redazione online)

Monza, testa a testa verso il ballottaggio: chi sta con chi

Monza va verso il ballottaggio di domenica 25 giugno. Maffè si apparenta col centrodestra, scarica Io Cambio e perde qualche candidato; Civati prende posizione: «Io voto centrosinistra». Il vero nemico da battere rimane l’astensionismo: al primo turno non ha votato metà dell’elettorato.

Il quadro delle elezioni amministrative a Monza verso il ballottaggio di domenica 25 giugno. Pier Franco Maffè «torna a casa» ma perde per strada alcuni compagni di cordata. Il centrista si è apparentato con Dario Allevi e domenica il simbolo della sua civica comparirà sulla scheda accanto a quelli delle formazioni che fin dal primo turno hanno sostenuto il candidato del centrodestra.

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«Questo – commenta Allevi – è un matrimonio naturale, Maffè è il bentornato». «Dieci giorni fa – spiega lo stesso Pier Franco Maffè – abbiamo lanciato un segnale: abbiamo fatto capire che siamo stanchi di scelte non effettuate dal territorio. La lista ci ha permesso di recuperare parecchie persone che si erano allontanate dalla politica».

Per lui, in caso di vittoria, si profila l’assessorato ai Servizi sociali anche se gli interessati smentiscono: «Non abbiamo parlato di poltrone». L’apparentamento, precisano, è frutto di decisioni prese a Monza. È, però, un dato di fatto che un esito differente avrebbe avuto ripercussioni a livello regionale: un accordo tra i centristi e Scanagatti, ostacolato dall’insofferenza di Matteo Renzi nei confronti di Angelino Alfano, avrebbe provocato l’espulsione degli assessori di Alleanza popolare dalla giunta lombarda.

Non tutti, però, nella mini coalizione centrista hanno gradito la mossa: Io Cambio non si è apparentato con Allevi anche a causa dei rapporti sempre più tesi tra il suo presidente Agostino D’Antuoni e Maffè. La spaccatura più clamorosa riguarda la civica Monza con Maffè: sette candidati consiglieri hanno preso le distanze dall’intesa che avrebbe «tradito» lo spirito del progetto. Adriano Corioni, Eliana Caglioti, Claudio Consonni, Francesco Boscarino, Daniela Del Greco, Paola Antonelli e Barbara Palma in un comunicato accusano l’ex aspirante sindaco di incoerenza, di aver svenduto l’impegno civico per una poltrona e di aver ceduto alle pressioni milanesi.

«È stato sacrificato – attaccano – un bel lavoro di aggregazione di persone libere che aveva tutte le possibilità di espandersi in città». Loro, dopo essersi dissociati, non danno «indicazioni di voto nel rispetto di quella coerenza che ci aveva spinto a candidarci». Domenica appoggeranno Allevi l’Udc e il Popolo della famiglia che l’11 giugno ha ottenuto l’1.23%

Roberto Scanagatti, invece, non si è apparentato con nessuno: «Io – spiega – ho rispetto per gli elettori». Nei giorni scorsi ha comunque lanciato diversi inviti a sostenere il suo progetto agli elettori di Maffè, di Civicamente di Paolo Piffer, del Movimento 5 Stelle e delle formazioni di sinistra e ha fatto capire di essere pronto ad «accentuare alcune caratteristiche» del suo programma.

In parecchi sono scesi in campo a suo favore e si sono mossi con appelli distinti l’Anpi e Città Persone. Il 25 giugno voteranno per lui i sostenitori di Sinistra Alternativa che dieci giorni fa ha incassato l’1,28%: «Abbiamo visioni differenti – riflette Michele Quitadamo – su temi quali il diritto alla casa e la viabilità, ma esortiamo a votare per lui per fermare la destra. Non vorremmo dover portare il peso politico di una eventuale sconfitta di Scanagatti».

Domenica andrà ai seggi anche Pippo Civati: «Il nostro sarà un voto responsabile e consapevole – premette il fondatore di Possibile – non condividiamo alcune scelte dell’amministrazione uscente ma è certo più vicina a noi di chi proviene dal Msi. Da lunedì, poi, ci piacerebbe discutere con maggior disponibilità delle proposte per la città»


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