Monza: simulano un’esplosione con dei petardi per truffare e derubare un’anziana
Sul caso indagano gli agenti della polizia di stato

Monza: simulano un’esplosione con dei petardi per truffare e derubare un’anziana

Per rendersi ancora più credibili agli occhi dell’anziana che stavano truffando hanno addirittura fatto esplodere dei petardi per simulare quel “rischio di scoppio” dovuto a un fantomatico (e inesistente) problema alla rete idrica. La scusa con la quale due uomini lunedì mattina attorno alle 10 sono riusciti a derubare una settantenne. Il suo domestico ha cercato di fermarli ed è stato malmenato.

Per rendersi ancora più credibili agli occhi dell’anziana che stavano truffando hanno addirittura fatto esplodere dei petardi per simulare quel “rischio di scoppio” dovuto a un fantomatico (e inesistente) problema alla rete idrica. La scusa con la quale due uomini lunedì mattina attorno alle 10 sono riusciti a farsi aprire la porta di casa da una monzese residente in via Duca degli Abruzzi. «Siamo dipendenti dell’azienda idrica e la rete del vostro appartamento ha dei problemi, potrebbe scoppiare, dobbiamo effettuare dei controlli».

Una volta in casa, uno dei due, di nascosto dagli occhi della padrona, ha fatto esplodere un paio di petardi e, utilizzando una bomboletta spray, ha sprigionato nella stanza un odore acre. «Vede signora?» hanno detto a quel punto i due, invitandola a mettere al sicuro denaro e gioielli in un sacchetto. Lei, terrorizzata, ha ubbidito. A quel punto i due sconosciuti e il sacchetto si sono volatilizzati.

Ad assistere alla fuga il domestico della donna, un filippino, che ha visto i due truffatori salire su un’auto guidata da un complice. Senza pensarci due volte si è parato davanti all’auto nel tentativo di fermarli. I tre sono scesi, l’hanno malmenato e gli hanno spruzzato addosso un liquido urticante. Ma il domestico non si è dato per vinto ed è riuscito persino a rompere un finestrino della vettura. Tutto inutile, i tre con il sacchetto contenente il bottino si sono allontanati trasformando la truffa in una rapina.

Il filippino, pur dolorante (è stato medicato al pronto soccorso), è riuscito a dare l’allarme. All’arrivo di una pattuglia della polizia sia lui che la donna hanno fornito una sommaria descrizione dei fuggitivi. Dal commissariato proseguono le indagini per risalire ai responsabili mentre dagli investigatori viene ancora una volta l’invito a non aprire la porta di casa a sconosciuti.


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