Monza, la classifica dei redditi dei politici del consiglio comunale
Monza Consiglio comunale giunta Allevi (Foto by Fabrizio Radaelli)

Monza, la classifica dei redditi dei politici del consiglio comunale

La classifica dei redditi in base alle dichiarazioni 2017 pubblicate sul sito istituzionale dall’amministrazione di Monza. In testa alla classifica sempre l’assessore alla Trasparenza Annamaria Di Oreste, ex presidente del tribunale,

La classifica dei redditi in base alle dichiarazioni 2017 pubblicate sul sito istituzionale dall’amministrazione di Monza. Il sindaco Dario Allevi, questa volta, non è stato tra i più tempestivi: la sua dichiarazione dei redditi è comparsa solo mercoledì, accanto a quelle consegnate alcuni giorni fa dagli altri amministratori.

Gli uffici rimangono ancora in attesa dei modelli 730 dei forzisti Rosario Adamo, Franco Cosi e Sandra Onofri, di Alberto Mariani del Gruppo misto, di Paolo Piffer di Civicamente, del pentastellato Danilo Sindoni e di Nicolas Monguzzi di Noi con Allevi, che con i suoi 23 anni è il più giovane tra i consiglieri comunali e che un anno fa ha attestato di non percepire redditi di lavoro.

Monza tutti i redditi del consiglio comunale

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Alta classifica.
L’assessore alla Trasparenza Annamaria Di Oreste, ex presidente del tribunale di Monza, si conferma saldamente alla testa dei politici locali con la disponibilità più elevata: nel 2017 ha dichiarato un’imponibile di 227.813 euro, quasi 75.000 euro in più di Marco Negrini di Noi con Allevi che con 152.931 euro rimane al secondo posto della classifica. Dietro a loro si piazzano i due assessori medici che, a differenza di un anno fa, sfondano il tetto dei 100.000 euro: la responsabile delle Politiche sociali Desirée Merlini con 105.838 euro e il titolare dell’Istruzione Pier Franco Maffè con 103.547. Entrambi camici bianchi, il secondo è uno specialista dell’ospedale San Gerardo mentre la prima è un medico di base.

Seguono l’assessore al Bilancio Rosa Maria Lo Verso con 85.982 e la sua collega all’Urbanistica Martina Sassoli con 85.324, il vicesindaco Simone Villa con 72.802, l’ex sindaco Roberto Scanagatti con 64.842 e Marco Monguzzi di Monza con Maffè a quota 63.926 euro. La top ten è chiusa dalla sua collega di lista Anna Maria Martinetti a quota 62.920. La giunta, con i suoi dieci rappresentanti, ha guadagnato al netto delle tasse 811.874.

Sotto i 60mila. Quindici amministratori, tra cui Allevi con 48.769 euro, hanno dichiarato imponibili comprese tra i 30.000 e i 50.000 euro mentre quattro componenti dell’assemblea non arrivano a 20.000 euro: Stefano Galbiati di Noi con Allevi e Marco Nasi di Fratelli d’Italia che hanno presentato il reddito d’impresa, la democratica Francesca Pontani e Marianna Gaspero di Fratelli d’Italia con 15.612 euro.

In piazza Trento e Trieste non vanno di moda gli investimenti in Borsa: solo cinque amministratori, infatti, possiedono azioni di società. Sono pochi anche i proprietari di seconde case in località di vacanza, si legge nelle dichiarazioni presentate sul sito comunale.

Nel cumulo. Nel cumulo confluiscono i compensi di sindaco e assessori e i gettoni di presenza dei consiglieri: nel 2017 Allevi ha incassato un’indennità di 33.169,26 euro, Villa di 23.367,95 e il resto della giunta 20.252,21 ad eccezione di Maffè che ha percepito 10.592,16 euro.

Il presidente dell’aula Carati ha incamerato 19.660,04 euro mentre Piffer (da sempre uno dei rappresentanti politici più presenti in aula) in 83 sedute ha accumulato 6.200,10 euro, Marco Monguzzi con 77 presenze ha ricevuto 5.751,90 euro e Anna Martinetti con 65 lo ha seguito con 4.855,5.


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