Monza, la Casa della montagna all’ex stadio Verga? Il Foa minaccia battaglia
Monza - Un corteo dei ragazzi del Foa Boccaccio per le vie del centro

Monza, la Casa della montagna all’ex stadio Verga? Il Foa minaccia battaglia

C’è anche l’area dello stadio Verga di Monza tra le ipotesi per la realizzazione della Casa della montagna delle associazioni alpinistiche monzesi. La Foa Boccaccio, che da anni occupa la struttura: «Difenderemo il luogo».

È stata la Foa Boccaccio entrare a gamba tesa sulla vicenda (e a renderla nota): venerdì mattina ha diffuso un comunicato in cui dichiara che «è la sezione monzese del Club Alpino Italiano a voler comprare l’area». L’area in questione è quella dello stadio Verga, di via Rosmini, di proprietà della Figc, occupata dal centro sociale dal 2011.

«Membri del Cai - sostengono dal collettivo - stanno provando a concludere con la Federcalcio una trattativa per realizzare un progetto chiamato “Quota 162”, una “Casa della montagna” che incorpori anche una nuova sede del Cai. Di questo progetto si parla da almeno due anni: avrebbe dovuto prendere forma in un un’area abbandonata di proprietà comunale di via della Lovera», ma le trattative, alla fine, non sono andate in porto. La svolta nelle ultime settimane e la presa di posizione della Foa non si è fatta attendere: «Un inciampo imperdonabile, se accadesse» perché «in città ci sono decine di palazzine vuote da scalare: mentre via Rosmini 11 non è vuota e non è da riqualificare, perché è un punto di riferimento per tutto il territorio».

Il presidente del Cai di Monza, Mario Cossa, risponde ma non scende nei dettagli: «È una possibilità che stiamo valutando - commenta - ma ancora non vogliamo dire nulla. L’ipotesi dovrà essere discussa con i nostri soci: per questo sarà convocata un’assemblea straordinaria settimana prossima. Solo dopo, in caso di assenso, si potrà procedere agli step successivi. In questa fase preferiamo rimboccarci le maniche e discutere della possibilità con le realtà interessate: continuiamo a lavorare alla Casa della montagna perché è un progetto importante, in cui crediamo molto. Se dovessero esserci svolte concrete, saremo i primi a comunicarlo». La Foa chiede, però, che le trattative «si interrompano subito: la nostra scelta - concludono - sarà quella di difendere il luogo che abbiamo occupato nel 2011 e fatto rivivere in maniera autogestita fino a oggi».


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