Monza: il sindaco spiega perché  il Comune non dà il patrocinio al Brianza Pride
MONZA conferenza stampa comune brianza pride (Foto by Fabrizio Radaelli)

Monza: il sindaco spiega perché il Comune non dà il patrocinio al Brianza Pride

LEGGI Il Brianza Pride - Nella tarda mattinata di lunedì il sindaco Dario Allevi, con l’assessore alla Sicurezza Federico Arena e l’assessore al Commercio Massimiliano Longo, ha spiegato perché il comune di Monza non darà il patrocinio al Brianza Pride in calendario sabato 6 luglio.

Ha deciso di spiegare le posizioni dell’amministrazione comunale con un conferenza stampa «perché l’argomento è delicato e merita la massima attenzione». Nella tarda mattinata di lunedì il sindaco Dario Allevi, con l’assessore alla Sicurezza Federico Arena e l’assessore al Commercio Massimiliano Longo, ha spiegato perché il comune di Monza non darà il patrocinio al Brianza Pride in calendario sabato 6 luglio.

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«Non si tratta più di una manifestazione per i diritti civili: ha subito cambiato pelle, diventando un’iniziativa molto connotata da un punto di vista politico. E, in queste circostanze, nessuna amministrazione comunale dovrebbe concedere alcun patrocinio», ha commentato, elencando l’elenco dei partiti, delle associazioni e delle realtà che hanno da subito sostenuto il primo Pride della provincia - dal Pd Monza e Brianza alla sezione provinciale di Più Europa, da Brianza antifascista, antirazzista e antisessista a Brianza Rivoluzionaria.

«In più - ha proseguito - non possiamo pensare di concedere il nostro patrocinio a un evento a cui partecipa anche il centro sociale Foa Boccaccio, che dal nostro punto di vista è fuorilegge», ha sottolineato, rimarcando l’occupazione abusiva e pluriennale, da parte della Foa, del centro sportivo di via Rosmini, di proprietà della Figc.

Secondo il primo cittadino «è un peccato che con gli organizzatori non si sia riusciti a discutere insieme e approfondire la questione, senza politicizzarla: Monza farà sempre la lotta agli omofobi e ai razzisti e l’abbiamo dimostrato anche di recente», ha proseguito, facendo riferimento al caso di omofobia che lo scorso inverno ha si è verificato in un bar di piazza San Paolo.

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Non sono mancate anche alcune precisazioni sull’itinerario previsto per la manifestazione. Rete Brianza Pride in un primo momento aveva chiesto di poter attraversare tutto il centro storico: l’amministrazione, durante un incontro con la questura e gli organizzatori, ha bocciato la proposta.
«Per due motivi - ha spiegato Allevi - intanto perché con parte di via Manzoni chiusa al traffico, non potevamo pensare di condizionare ulteriormente la circolazione. E poi perché il 6 luglio sarà il primo giorno di saldi: una data importante per i nostri commercianti. Noi avevamo proposto di far passare il corteo attorno al centro storico, così che venisse lambito dalla manifestazione, ma la questura ha mediato tra le due posizioni tracciando un terzo itinerario», quello che poi è stato adottato.

«Concludo - ha aggiunto ancora il sindaco - lanciando un appello agli organizzatori: che riconsegnino la città, al termine della manifestazione, nelle stesse condizioni in cui la troveranno all’inizio. Dico così perché quando c’è di mezzo il Boccaccio, di solito la città viene vandalizzata. Lo ribadisco: non saranno tollerati atti vandalici».


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