«Monza ha le carte in regola per diventare la città del cinema»
Ambra Craighero con il regista Carlo Verdone (Foto by Annamaria Colombo)

«Monza ha le carte in regola per diventare la città del cinema»

GUARDA La timeline dei film - Un sogno chiamato Monzawood dove “wood” è il suffisso che contraddistingue la Mecca del cinema Hollywood. La proposta è di creare un ente che attragga sul territorio produttori e registi.

Un sogno chiamato Monzawood dove “wood” non sta ad indicare il bosco o il parco - che peraltro c’è già - ma il suffisso che contraddistingue la Mecca del cinema Hollywood e l’insieme della produzione cinematografica indiana, ovvero Bollywood.

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Un sogno che poi non è solo un sogno ma un progetto che da qualche tempo sta plasmando Ambra Craighero, giovane fotoreporter monzese, fondatrice di Old Cinema, la prima iniziativa nazionale di mappatura delle vecchie sale “perdute”, che lavora anche a supporto delle produzioni cinematografiche con i maggiori artisti italiani e non solo. Uno di questi è Giovanni Veronesi, regista e sceneggiatore che ha firmato film di successo come “Manuale d’amore” e “Non è un paese per giovani”.

«Veronesi - esordisce Craighero - ha in programma due film, uno dei quali in costume che presto inizierà a girare in Basilicata. Per alcune scene avrebbe bisogno di un palazzo sontuoso o meglio di un reggia che in Basilicata, però, non c’è. Stavamo valutando insieme alcune possibilità e io da monzese ho suggerito la Villa reale e da lì mi sono messa a ragionare che Monza ha numerose altre location che ben si presterebbero a trasformarsi in set cinematografici. Bisognerebbe, però, avere un organismo, un ente promotore che trasformi la nostra città in una meta attrattiva cinematograficamente parlando e i vantaggi sarebbero enormi. Non parlo solo a livello di immagine ma in termini economici». Del resto, Ambra Craighero due anni fa ha dato vita al progetto Old Cinema Brescia che, grazie all’intervento del comune e di altri partner, sta trasformando Brescia - la città più industrializzata d’Italia e tra le più produttive d’Europa - in un innovativo hub del cinema, che valorizza il genius loci portando il cinema al pubblico in luoghi non convenzionali e creando convergenze tra artisti, intelligenze, industria cinematografica e imprenditoria.

«Monza e il suo territorio sotto numerosi aspetti sono molto simili a Brescia - continua la monzese - anche qui c’è un tessuto produttivo fatto di piccole e medie aziende che, se venisse avviato un progetto su misura, avrebbe solo da guadagnarci. Ci vuole però la volontà e la collaborazione di tutti, istituzioni in primis».

Nella seconda città di Lombardia - nella quale l’ultimo set cinematografico venne allestito nel lontano 1964 per il film “Il magnifico cornuto” con Ugo Tognazzi - ha creato festival e appuntamenti culturali con ospiti quali Pupi e Antonio Avati, Abel Ferrara, Willem Dafoe, Carlo Verdone, Daniele Luchetti, e ha avviato alcune iniziative con le scuole finalizzate alla formazione continua sulle professioni del settore cinematografico. Proprio la scorsa settimana il regista Mimmo Calopresti ha presentato a Brescia il suo documentario “Immondezza” premiato in ottobre all’Awareness film festival di Los Angeles.

E allora torna la domanda: perché non creare qualcosa di analogo anche a Monza? Craighero è pronta a mettere a disposizione tutta la sua esperienza e il suo know how.

«Il cinema - spiega - muove l’economia. Basti pensare che una produzione mette in campo trecento, quattrocento persone che verrebbero a stabilirsi in città per un certo periodo. E non solo: quando si gira un film c’è sempre bisogno di manodopera locale e per questo verrebbero coinvolte le aziende del territorio. Faccio un ulteriore passo in avanti: si potrebbero ipotizzare sgravi fiscali per le imprese che entrano a fare parte dell’hub cinematografico e altre agevolazioni. Una volta avviata la factory del cinema potremmo dedicarci alla scoperta e alla valorizzazione dei giovani talenti che anche Monza sicuramente ha. Ci sono nazioni come la Francia che hanno investito tanto sul cinema e i risultati hanno premiato questa scelta».


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