Monza e Brianza: 21 arresti per tangenti e corruzione
Conferenza stampa lunedì 21 maggio arresti Guardia di Finanza di Monza (Foto by Fabrizio Radaelli)

Monza e Brianza: 21 arresti per tangenti e corruzione

Ventuno arresti della Finanza in diverse province, tra cui quella di Monza e Brianza, per tangenti, riciclaggio e corruzione. Operazione Domus Aurea partita da un esposto a Correzzana di una lista d’opposizione che aveva denunciato presunte irregolarità nell’esecuzione di lavori pubblici.

Ventuno arresti nelle province di Milano, Monza e Brianza, Lecco, Bologna, Asti e Reggio Calabria e in tutto trenta persone raggiunte da ordinanza di custodia cautelare del Gip di Monza per associazione a delinquere finalizzata a reati tributari e fallimentari, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e corruzione.

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È l’esito delle indagini della Guardia di Finanza di Monza, e coordinate dalla locale Procura della Repubblica, nell’ambito della operazione “Domus Aurea” su “un articolato gruppo societario riconducibile ad un noto imprenditore edile”.

Il gruppo dell’imprenditore Giuseppe Malaspina è accusato di aver fatto sistematico ricorso all’emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti da parte delle società per un ammontare di circa 95 milioni di euro e di distrazioni patrimoniali per un valore pari a circa 234 milioni di euro.

L’inchiesta nasce da un esposto di una lista civica di Correzzana contro il sindaco Mario Corbetta, indagato di corruzione (reato prescritto), che aveva denunciato presunte irregolarità nell’esecuzione di lavori pubblici: un esposto presentato nell’ottobre 2014 su un presunto episodio corruttivo del 2010. In cambio pubblici ufficiali avrebbero preso tangenti.

Monza Guardia di Finanza, operazione Domus Aurea: l’albergo Ca’ Sagredo con l’opera Support installata fino ai primi di maggio in occasione della Biennale d’arte

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Nel corso delle indagini, i militari del Gruppo di Monza hanno ricostruito, tra l’altro, una serie di operazioni societarie per salvare dai creditori un prestigioso albergo di Venezia, il Ca’ Sagredo, di proprietà dell’imprenditore e alla fine intestato a una nuova società creata ad hoc rappresentata dalla sua storica segretaria.

Per impedire il perfezionamento dell’operazione la Guardia di Finanza ad aprile 2017 aveva eseguito un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, cautelando le quote della società per un valore stimato di oltre 75 milioni di euro.

“L’hotel Ca’ Sagredo ha una gestione indipendente e disgiunta da quella legata ai beni del geometra Giuseppe Malaspina - ha precisato all’ANSA Lorenza Lain, direttore dell’albergo veneziano - L’attuale gestione fa capo a me e l’hotel è pienamente operativo con un bilancio in attivo. I rapporti con i curatori fallimentari sono ottimi e vi è una buona collaborazione al fine di mantenere la piena operatività e l’autonomia dell’hotel”.

Dei trenta indagati, nove sono destinatari di custodia cautelare in carcere, dodici degli arresti domiciliari, 1 dell’obbligo di dimora, 5 dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria e 3 del divieto di esercitare attività professionali o imprenditoriali per la durata di 12 mesi.

Disposto il sequestro di di 28 unità immobiliari, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 9,3 milioni di euro. Tra i sequestri effettuati c’è anche un maneggio di Ornago, tra gli arrestati ci sono diversi professionisti (un ex magistrato e due avvocati, geometri, architetti e commercialisti) di Seregno, Triuggio, Arcore, Usmate Velate, Vimercate, Correzzana, Monza.

(* notizia aggiornata)


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