Monza: “Diverso da chi?” di Nicolò Cafagna diventa un libro
L’illustrazione di copertina del libro di Nicolò Cafagna

Monza: “Diverso da chi?” di Nicolò Cafagna diventa un libro

“Diverso da chi?”, la rubrica curata dal giornalista Nicolò Cafagna per il Cittadino di Monza diventa un libro, pubblicato da AnankeLab.

Dieci di collaborazione con il Cittadino e oggi titolare di una rubrica personale, “Diverso da chi?”, con la quale il giornalista Nicolò Cafagna racconta il mondo (a partire da Monza) visto da chi convive con una disabilità. Per dire proprio questo, con la sua abituale ironia: ma diverso da chi?

La copertina del libro di Nicolò Cafagna

La copertina del libro di Nicolò Cafagna

Ora le sue pagine (e qualcosa di più) sono diventate un libro pubblicato dall’editore AnankeLab che si può già acquistare sul sito dell’editore: il suo titolo è “Diverso da chi? Storie a rotelle e ironia senza freni”, un viaggio spassoso e dissacrante a fianco del monzese. “L’obiettivo del libro è di abbattere sia i troppi tabù che aleggiano attorno alla disabilità, sia le barriere invisibili che distanziano le persone disabili dalla società - si legge nella presentazione. Il lettore viene accompagnato nella quotidianità dell’autore, che nonostante l’implacabilità della sua malattia, arricchisce ogni aneddoto con ironia e soprattutto autoironia. Preparatevi quindi a ridere e a riflettere”. La dedica principale? Alla mamma, o meglio: La Madre, così come si manifesta di tanto in tanto negli articoli del monzese.

Nato nel 1983, Nicolò Cafagna, affetto da distrofia di Duchenne (la Francesina, come la chiama lui) è diventato giornalista pubblicista attraverso le sue collaborazioni con il Cittadino. Cura un blog personale sul sito del Fatto Quotidiano. Nell’ultima tornata elettorale amministrativa di Monza è stato candidato al consiglio comunale per la lista Civicamente. “Nicolò pensa, scrive, ironizza, s’incazza e sorride spiazzando quel residuo di pietismo che anche il più cattivista di noi ospita nel proprio animo al cospetto della malattia” ha scritto Marco Cappato nella prefazione del libro.


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