Monza, cresce la rete della solidarietà: un ristorante lancia il “Piatto sospeso”
Piatti speciali per le famiglie in difficoltà (Foto by Fabrizio Radaelli)

Monza, cresce la rete della solidarietà: un ristorante lancia il “Piatto sospeso”

Un “Piatto sospeso” per chi non può permetterselo: è l’iniziativa lanciata da un ristorante di Monza che lancia l’appello anche ai suoi colleghi per fare crescere la rete della solidarietà.

Un piatto gourmet da ristorante per chi non può permetterselo. Nasce così il progetto “Piatto sospeso”. Un’idea di Jacopo Carulli, titolare del ristorante Il Riccio. «Ho pensato al caffè sospeso di Napoli – racconta –. Vogliamo ridare il sorriso a chi l’ha perduto in questi mesi terribili di pandemia. È un piccolo gesto, non pretendiamo certo di sfamare le persone bisognose, più che altro pensiamo di ridare il piacere di una portata da ristorante a chi in questo momento, a causa della crisi, magari perché ha perso il lavoro, non può più permetterselo». Il progetto prenderà il via dopo la prima settimana di gennaio. In questi giorni Carulli sta contattando i colleghi ristoratori per allargare la squadra dei ristoranti solidali. «Ho già ottenuto l’appoggio del Comune, ora dobbiamo solo definire i dettagli e poi tra qualche giorno potremo iniziare», continua.

Per ora l’appello è proprio agli altri ristoratori. «Chiunque voglia partecipare all’iniziativa può contattarmi», spiega il titolare del Riccio. L’idea è quella di mettere a disposizione ogni giorno cinque piatti del menù: dall’antipasto al primo, dal secondo al dolce. Cinque porzioni da ristorante, curate e selezionate. Chi verrà a richiedere il “Piatto sospeso” riceverà la propria portata take away, per consumarla poi a domicilio.

«È solo un piccolo gesto, un dono per riportare un po’ di felicità a chi l’ha perduta, anche attraverso la gioia di un buon piatto. Un piccolo piacere che molti in questo momento non possono più permettersi. Ed è a loro che vogliamo rivolgerci, a chi ha visto stravolta la propria esistenza e il proprio tenore di vita a causa del Covid – 19 – continua Carulli -. Lo faccio per queste persone ma questo progetto vuole essere anche un appello ai ristoratori. Siamo stati indubbiamente tartassati in quest’anno, ma non possiamo piangerci addosso. Certamente abbiamo guadagnato meno, ma è giusto che chi può aiuti anche gli altri, chi un lavoro non l’ha più, chi davvero non può spendere nemmeno 20 euro al ristorante per un piatto».


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