Monza: cresce la raccolta differenziata, cala la produzione di rifiuti
Monza Raccolta rifiuti (Foto by Fabrizio Radaelli)

Monza: cresce la raccolta differenziata, cala la produzione di rifiuti

A Monza la raccolta differenziata è cresciuta del 2% dal 2019 al 2020 mentre è calata del 4% la produzione totale dei rifiuti. Effetto anche della pandemia: tutti i numeri.

In epoca di pandemia cambia la gestione dei rifiuti in tutta la sua filiera (raccolta, trasporto, recupero e smaltimento). A Monza la raccolta differenziata è cresciuta del 2% dal 2019 al 2020 mentre è calata del 4% la produzione totale dei rifiuti. Per quanto riguarda raccolta differenziata, nel 2020 è passata dal 65,5% al 67,4%. Un risultato che va letto insieme alla riduzione del 9,2% della frazione residua indifferenziata.

“Un passo avanti importante - commentano il sindaco Dario Allevi e l’assessore all’Ambiente Martina Sassoli - soprattutto se confrontato con il 61% della media del paese e l’obiettivo europeo del 65% per il 2035”.

Secondo i due amministratori: “Monza ha scelto con decisione la strada del recupero, iniziando il percorso verso l’economia circolare e considerando lo smaltimento in discarica come ultima destinazione possibile dei rifiuti. Ma questo risultato non basta e guardiamo avanti. Vision e impegno dei cittadini sono le armi per far crescere ancora la differenziata”.

Ma quanto ha inciso la situazione pandemica? Dati alla mano nel 2020 nel capoluogo brianteo, il peso dei rifiuti è stato di 51.616,082 tonnellate, oltre due mila tonnellate in meno rispetto al 2019, un calo del 4,09%.

Ogni cittadino “produce” in un anno 415 chilogrammi di rifiuti, che significa 1,13 chilogrammi ogni giorno. Il calo più consistente si è registrato nell’ultima parte dell’anno: nel quarto trimestre, infatti, la variazione negativa è stata del 7,5% (da 14.433,721 tonnellate del 2019 a 13.350,820 del 2020).Rilevante la riduzione anche nel secondo trimestre (-7,11%, da 13.641,510 a 12.671,596), mentre è stata più contenuta nel terzo trimestre (- 2,15%, da 12.701,075 a 12.671,596). Solo il primo trimestre ha visto il segno «più» con un modesto +0,98% (da 13.038,391 a 13.166,174).

Un calo che si spiega con la ridotta attività di bar, ristoranti e uffici a causa delle limitazioni per l’emergenza Covid-19 e che non è stato compensato dall’incremento di produzione dei rifiuti domestici. Come spiega ancora l’assessore Sassoli: “Il 2020 è stato un anno anomalo perché il calo dei rifiuti prodotti è stato provocato soprattutto dal blocco per diversi mesi delle attività economiche per le limitazioni imposte dal contenimento dell’emergenza sanitaria”.

Secondo l’assessore: “Al di là di questa situazione contingente, dobbiamo continuare a lavorare sulla nostra capacità di ridurre la quantità complessiva dei rifiuti, in particolare degli indifferenziati. Questo obiettivo, reso possibile innanzitutto dall’impegno dei monzesi, non è solo una possibilità tecnologica in grado di dare forza e competitività alla nostra economia, ma deve essere anche un orizzonte culturale”.

Oltre ad avere un impatto sul servizio di igiene urbana l’emergenza sanitaria si è rivelata anche un’occasione per sviluppare nuovi servizi che la Sassoli illustra: “Accesso alla piattaforma attraverso QR Code, servizio di ritiro porta a porta degli sfalci verdi, potenziamento del ritiro degli ingombranti, svuotamento serale dei cestini nel centro storico e nella zona della movida, raccolta notturna dei rifiuti per bar e ristoranti, supporto alla raccolta differenziata del mercato di piazza Cambiaghi, ampliamento degli orari del numero verde. Insomma, efficienza, innovazione, qualità e competitività sono le nuove frontiere delle politiche ambientali”.

La riduzione complessiva dei rifiuti nel 2020 non ha, però, interessato allo stesso modo tutte le diverse componenti del rifiuto totale. E anche da questi dettagli è evidente il peso della pandemia. Gli imballaggi in legno - che provengono soprattutto dai mercati - sono diminuiti del 28,9%, l’olio vegetale – utilizzato in gran parte dai ristoranti – ha subito una contrazione del 13,4%, i toner – in uso negli uffici – si sono ridotti del 10,3%. In calo anche la terra di spazzamento (-16,7%) e gli sfalci del verde domestico (- 12,6%). Invariati, invece, i rifiuti di carta e cartone e gli imballaggi misti (cosiddetto sacco multimateriale leggero, plastica e lattine), mentre quelli in vetro aumentano da 5.196,440 tonnellate raccolte nel 2019 a 5.294,1 nel 2020.

Calano gli imballaggi in plastica contenuti nel sacco multimateriale leggero che passano da 2.701,055 tonnellate del 2019 a 2.633,288 tonnellate del 2020 e la frazione organica che è diminuita del 2,4% (da 10.631,160 tonnellate a 10.366,600 tonnellate). Gli ingombranti, infine, sono aumentati dell’8,37% rispetto all’anno precedente passando da 1.930,490 tonnellate a 2.092,02 tonnellate.

E non è tutto: questa settimana Monza sfiderà altri venti Comuni italiani nella “Paper Week Challange” organizzata dal «Comieco» («Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica»): un live quiz che coinvolge le scuole primarie Anzani e Masih per scoprire quanto gli studenti – i giovani «ambasciatori dell’ambiente» - sono preparati sulla differenziata di carta e cartone.


© RIPRODUZIONE RISERVATA