Monza calcio, l’ex Armstrong: «Se vado in Brasile mi uccidono in 48 ore»

Monza calcio, l’ex Armstrong: «Se vado in Brasile mi uccidono in 48 ore»

L’ex presidente del Monza Anthony Armstrong Emery si è rifatto vivo, per telefono,a una riunione di creditori inglesi della EcoHouse: «Se vado in Brasile mi uccidono in 48 ore». Anche Londra indaga sul suo gruppo immobiliare.

«Non posso andare in Brasile. Se ci vado, probabilmente sarei morto in 48 ore. Le istituzioni che possono rifinanziarci sono in Asia, io ho bisogno di stare dove c’è il denaro». Dopo mesi oltre un mese di silenzio l’ex presidente del Monza calcio Anthony Armstrong Emery si rifà vivo, ma non in Italia. Lo ha fatto telefonando a una riunione di creditori inglesi della sua EcoHouse, la società immobiliare per la quale ha raccolto soldi in giro per il mondo con la promessa di interessi intorno al 20 percento. Con un’altra novità: anche in Inghilterra stanno investigando su EcoHouse.

A metà settimana molti dei creditori anglosassoni si sono incontrati al West Midlands hotel per affrontare il problema, riporta il sito di informazione finanziaria This is money, cercando di avere risposte da Charles Fraser-MacNamara, uno dei direttori del gruppo EcoHouse. Poche, riporta la giornalista Holly Black, soprattutto dei “non so”, dalla sua bocca, davanti a gruppo di persone - una cinquantina - che spera di riavere indietro migliaia di sterline. O che forse appare già rassegnato a non riavere nulla, come John Rowntree, da Brentwood nell’ Essex, che ha investito le 90mila sterline che gli ha lasciato la madre morta quattro anni fa.

«It looked like a fantastic opportunity, but now I’m sceptical. Mr Armstong Emery can talk as much as he wants, but we need to see some actual evidence of what is being built.», dice.

«Sembrava un’opportunità fantastica, ma ora sono scettico. Il signor Armstrong può parlare finché vuole, ma vogliamo vedere le prove di quello che sta costruendo». Può dire quel che vuole perché in effetti nel corso della riunione Armstrong ha telefonato. A sorpresa. E ha garantito una volta di più che tutto si sistemerà e che lui ha davvero le proprietà in Brasile.«Sono in medioriente» ha risposto a chi gli chiedeva dove fosse, « ma non vedo in che modo sia rilevate», un’affermazione che pochi creditori sarebbero disposti probabilmente a condividere, soprattutto quelli che si stanno rivolgendo a un liquidatore del braccio britannico della EcoHouse.

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«We have come under attack» ha aggiunto Amrstrong: siamo sotto attacco. «Gli investitori hanno tutto il mio supporto e non sto rinunciando a EcoHouse». Poi ha cercato di dare altre rassicurazioni e se l’è presa con la stampa, come altre volte. «Non sto vivendo una vita fantastica (nelle scorse settimane è stato rappresentanto come l’imprenditore scomparso che guida le Ferrari, ndr), sto lottando per sbarcare il lunario. Abbiamo una cosa di successo in corso e se si va in Brasile e guardare, i siti per i cantieri ci sono. Abbiamo una società con attività e terreni, che sta facendo quello che dovrebbe fare».

Una promessa cui non fanno seguito le parole di David Chubb, che si sta occupando della liquidazione della società: «Al momento stiamo cercando di ottenere il maggior numero di informazioni possibile perché la situazione ora è davvero poco chiara riguardo cosa sia successo ai soldi degli investitori». La polizia metropolitana ha confermato che la squadra antitruffa sta investigando su Armstrong ed EcoHouse.


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