Metropolitane a Monza, aspettando la M5:  la Rossa a Bettola è così
Monza-Cinisello Balsamo Cantiere capolinea MM 1 Bettola (Foto by Fabrizio Radaelli)

Metropolitane a Monza, aspettando la M5: la Rossa a Bettola è così

FOTO - Il Patto per Milano prevede il prolungamento della Metropolitana 5 fino a Monza. Intanto al capolinea della linea rossa a Bettola, al confine con Cinisello Balsamo, tira aria di abbandono.

Ultima fermata Bettola. “The waste land”, la terra desolata, la terra di nessuno, si estende proprio là dove dovrebbe arrivare, un giorno, la tanto attesa fermata della linea Rossa della metropolitana. Sesto Fs Primo maggio, Sesto Restellone, Monza Bettola.

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Eccola lì, dove si dovrebbe creare il punto di incontro e di scambio con la Lilla. Il prolungamento previsto dal Patto per Milano firmato in settimana da Matteo Renzi e dal sindaco Beppe Sala.

Intanto Bettola è così. Più o meno a metà della via si trova una fermata d’autobus. Passa di lì la linea 712. Dettaglio importante, questo, perché è esattamente in quel punto che bisogna andare per riuscire a godere della miglior visuale su buona parte del cantiere. Si butta la testa nello stretto passaggio ricavato da uno squarcio nella lamiera che circonda l’intero perimetro dell’area

Tra le piante ormai cresciute, tra i cumuli di rifiuti e di materiale edile abbandonato, lo sguardo cade sul quello che dovrebbe essere il tunnel all’interno del quale dovrebbero passare i convogli sferraglianti della metro.
È tutto allagato. L’acqua è putrida e paludosa. Le travi di ferro sono arrugginite. Tutto è sospeso, abbandonato. Costeggiando a piedi il perimetro del cantiere si incontrano rifiuti di ogni sorta, tonnellate di materiali, di scarto e non, esposti alle intemperie.

Quella che doveva essere una rampa di discesa verso un’area interrata è stata murata, per evitare che venisse presa di mira da rom e senza fissa dimora, presenze ormai storiche nella zona. E infatti la chiusura di quello che poteva costituire un ottimo riparo non ha certo spinto il clan ad allontanarsi.
A distanza di poche decine di metri dalla futura fermata della metropolitana, nei prati che costeggiano la strada, orlati da rifiuti di ogni sorta, si intravedono delle piccole cupole blu. Sono tende. A inizio settembre se ne contavano più di una dozzina.

La comunità che le abita – a occhio e croce circa una trentina, tra adulti e minori – è impegnata nelle piccole grandi attività quotidiane: chi stende il bucato, chi chiacchiera in cerchio, chi sorveglia che nessuno si avvicini troppo all’accampamento, tantomeno due giornalisti muniti di macchina fotografica.

(ha collaborato Federica Fenaroli)


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