Meteo, caldo fuori stagione: l’agricoltura lancia l’allarme cimice asiatica
cimici nel vimercatese (Foto by Lorenzo Pagnoni)

Meteo, caldo fuori stagione: l’agricoltura lancia l’allarme cimice asiatica

Temperature decisamente fuori norma per il mese di ottobre e il caldo fuori stagione porta l’allarme cimice asiatica nei campi tra Milano e Lodi per i danni a soia, frutta e verdura. Danni anche in Brianza, a Vimercate.

Temperature decisamente fuori norma per il mese di ottobre e il caldo fuori stagione porta l’allarme cimice asiatica nei campi tra Milano e Lodi per i danni a soia, frutta e verdura. È quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti interprovinciale sulla diffusione in Lombardia del parassita. Che poi è anche quello che fa impazzire chi se lo ritrova in casa e tra gli infissi.

Da Vimercate Dario Biffi spiega: «La presenza della cimice asiatica è stata accertata anche qui da noi, i problemi maggiori però sembrano esserci verso Melzo, Gorgonzola e Gessate: nei campi che coltivo in questa zona, infatti, per quest’anno ci aspettiamo perdite sulla soia intorno al 20 per cento».

«La situazione è preoccupante da un paio di anni – spiega Alessandro Rota, presidente della Coldiretti di Milano, Lodi, Monza e Brianza – Sul mais si registrano danni alle foglie di copertura delle pannocchie, mentre sulla soia a essere colpiti sono i baccelli: la cimice li buca e li fa marcire, con conseguente calo di produzione. Nei campi che coltivo a soia in provincia di Milano, ad esempio, lo scorso anno ho registrato una perdita di circa il 15 per cento».

La cimice asiatica, nome scientifico Halyomorpha halys, spiega la Coldiretti, è un insetto originario di Cina, Giappone e Taiwan. È stato accidentalmente introdotto negli Stati Uniti nel 1998 e dal 2010 è una presenza stabile dei frutteti americani. In Italia il primo esemplare è stato rinvenuto in provincia di Modena nel settembre 2012 e da allora si è rapidamente diffuso nelle altre regioni del Nord Italia. In Lombardia è stato segnalato dal 2015.

Alessandro Salmoiraghi, 43 anni di Abbiategrasso (Milano), racconta: «Sui miei due ettari e mezzo di frutteto quest’anno ho perso quasi la metà del raccolto. E’ un vero flagello che ci tormenta da un paio d’anni e per il momento non sembrano esserci soluzioni per debellarlo. Coltivo anche 4 ettari di soia che raccoglierò fra due settimane: l’anno scorso, per colpa della cimice, abbiamo perso il 20 per cento della produzione e quest’anno non so proprio come andrà a finire visto che l’insetto si è ripresentato. In più sono stati danneggiati anche i 4mila metri quadri di ortaggi sotto serra, in particolare pomodori e peperoni».

Anche Marco Mizzi, che quest’anno a Lodi ha avviato il suo frutteto, ha dovuto fare i conti con questo parassita: «Su pesche, ciliegie e susine ho avuto un danno fra il 10 e il 15 per cento, ma è un insetto che attacca un po’ tutte le varietà. E’ un disastro, quando il frutto viene punto si gonfia e si deforma ed è da buttare».

«Questo insetto per ora non ha antagonisti nel nostro ecosistema – conclude Alessandro Rota – e questo agevola la sua diffusione, mettendo a rischio le nostre coltivazioni».

La cimice asiatica è un insetto che perfora piante e frutti, rovinando i raccolti e favorendo anche l’insorgere di patologie della frutta. È particolarmente prolifico con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta. Gli insetti adulti sono in grado di volare per lunghe distanze alla ricerca del cibo e quando arriva il freddo si rifugiano nelle abitazioni o in anfratti riparati per poi attaccare le piante in primavera e in estate.


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