Meda, la morte di Giuseppina  Biella a Tunisi: «L’Islam è per la tolleranza»

Meda, la morte di Giuseppina Biella a Tunisi: «L’Islam è per la tolleranza»

Quella macelleria nel centro di Meda, negli ultimi quindici anni ha cambiato insegna molte volte. I locali oggi sono gestiti da egiziani, ma sono sempre rimasti della famiglia Senzani. C’è incredulità per la morte di Giuseppina Biella nell’attacco armato a Tunisi.

Quella macelleria che era anche una sorta di rosticceria nel centro di Meda, negli ultimi quindici anni ha cambiato insegna molte volte. I locali sono sempre rimasti della famiglia Senzani, ma a gestire le nuove attività, sono stati spesso cittadini islamici. Oggi si chiama Charlie Brown e il titolare è un egiziano che al momento si trova in Patria. Ma dietro il banco c’è anche Mohamed El Shewihi, che vedeva spesso i padroni dei locali con cui è sempre andato d’accordo.

Sul Cittadino in edicola sabato 21 marzo 2015 e nello store online (vai) pagine speciali sulla strage di Tunisi: il dolore di Meda e Desio per la morte di Giuseppina Biella, le storie a lieto fine delle turiste scampate al pericolo

Giuseppina Biella, in vacanza in Tunisia col marito Sergio Senzani, è rimasta uccisa nell’attacco armato al museo del Bardo.

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«È stata una brutta notizia, era qualche giorno che non ci vedevamo, ma i rapporti con loro sono sempre stati ottimi – racconta Mohamed – Chi compie queste azioni terroristiche, lo fa per non dare stabilità politica a quei Paesi del Nordafrica che la stanno cercando e per distruggere quella che è la vera immagine dei musulmani. Anche per me è una novità sentire parlare di quella roba lì, che chiamano Stato Islamico che non c’entra niente con la nostra religione. La nostra religione è per la tolleranza come lo è la cristianità. I medesi sono brave persone, e non temiamo nessun tipo di insulto o ritorsione. Questa è una zona tranquilla e Meda è ormai una società mista»


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