Meda, gli rubano dentro casa

«E adesso non pago più le tasse»

Meda, gli rubano dentro casa  «E adesso non pago più le tasse»

Sciopero fiscale per Giovanni Iozzia, imbianchino di 46 anni: «Scriverò una lettera a Regione e Comune, non pagherò più un solo euro di tasse fino a quando non avrò indietro ciò che mi è stato rubato»

A pochi giorni dalla sua partenza dall’Italia per continuare a fare il suo lavoro all’estero, è stato derubato dei risparmi. Ora, Giovanni Iozzia, imbianchino di 46 anni, stanco e arrabbiato, è pronto a far partire la sua personale protesta fiscale: «Ho intenzione di scrivere una lettera sia alla Regione sia al Comune sottolineando che non pagherò più un solo euro di tasse, che sia il bollo della macchina o la tassa sulla spazzatura fino a quando non avrò indietro quello che mi è stato rubato».

L’episodio che ha messo in moto il malumore di Iozzia, residente in via San Celso al civico 15 si è verificato il 26 novembre scorso. Il primo di dicembre sarebbe dovuto volare in America Centrale, Paese natale della moglie, dove l’imbianchino avrebbe voluto aprire una nuova attività. Il ladri si sono arrampicati utilizzando i pluviali, hanno forzato la tapparella e una volta entrati nell’appartamento hanno picconato il muro che conteneva la cassaforte. Dentro la cassaforte Iozzia custodiva i biglietti aerei, 15mila euro in contanti un libretto postale e i gioielli della moglie.

«Ho denunciato tutto ai carabinieri. Ho anche svolto indagini personali e sono arrivato ad avere un ragionevole sospetto sugli autori del furto, che a quanto mi risulta sono dei rom della zona – racconta ancora il medese – E’ accaduto spesso che il condominio venisse preso di mira dai ladri. Non ci sentiamo più sicuri. Alcuni anni fa mi rubarono anche il furgone. Mi arrivarono a casa delle multe da Brindisi, ma del furgone non ho più avuto notizia. Sono 35 anni che faccio questo mestiere, dal 1989 sono artigiano, ho sempre pagato tutto quello che dovevo pagare. Quest’anno avevo oltre 200mila euro di lavori preventivati, ma si è concretizzato ben poco. Nonostante ciò ho dovuto versare allo Stato quello che gli era dovuto. Adesso voglio anche parlare con il sindaco, non è giusto continuare a pagare le tasse, ma nona avere mai nessun servizio in cambio».


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