Maturità classica, laurea in filosofia e poi la svolta: si diploma (di nuovo) in informatica
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Maturità classica, laurea in filosofia e poi la svolta: si diploma (di nuovo) in informatica

Non è mai troppo tardi, nemmeno per ricominciare: sono le storie di due 100 ottenuti a Monza all’esame di Stato delle superiori. Di una donna che ha battuto il più grande dei tre figli nel voto e di un laureato in filosofia che è ripartito dall’informativa, come perito.

Rimettersi sui libri da adulti e ottenere il massimo dei voti. È il caso di Fabio Rivolta e Maria Antonietta Di Maiuta, alunni al serale del corso in periti informatici presso l’Hensemberger. Due storie completamente diverse che però hanno alla base l’impegno e la voglia di migliorarsi.

Maria Di Maiuta

Maria Di Maiuta
(Foto by Fabrizio Radaelli)

Maria è mamma di tre figli e vuole poter accedere ai concorsi della pubblica amministrazione per migliorare la propria posizione lavorativa. Fabio invece ha una laurea in filosofia ma non basta per trovare lavoro così segue un percorso professionalizzante. «Sono mamma, ho superato i 40, e con tre figli rimettermi a studiare non è stato semplice. Speravo di concludere positivamente il mio percorso scolastico- racconta Maria- ho persino “battuto” mio figlio maggiore. Non pensavo di arrivare a 100. Vivo a Limbiate, lavoro a Milano e frequentare la scuola a Monza è stato un sacrificio ma ne è valsa la pena. Devo ringraziare la mia famiglia perché mi hanno sostenuto, così come i colleghi. Da ragazza avevo studiato e mi piaceva molto, gli studi però si sono fermati prima del diploma così, viste le possibilità di crescita nel mio settore, ho voluto riprendere i libri e conquistare il titolo di perito informatico». Un percorso lungo per Maria che ha superato ben 3 anni in uno prima di potersi iscrivere al biennio serale della scuola monzese. Non ha mai perso una lezione ne tantomeno preso permessi dal lavoro.

«Per fortuna sia i docenti che i colleghi mi sono stati vicino- continua- mi hanno sostenuta, non è stato semplice. Anche in ufficio seguo molto gli aggiornamenti amministrativi quindi la mente è allenata, non solo, mi è sempre piaciuto studiare imparare. L’esame è stato tosto, la novità della “busta” ci ha un po’ spiazzato ma una volta rotto il ghiaccio non ho avuto difficoltà, sono anche riuscita a fare una parte del colloquio in inglese e questo deve aver colpito la commissione». Il suo collega Fabio, di Sovico, ha una storia un po’ diversa, diplomato con maturità classica, laureato in filosofia ha dovuto riprendere in mano i libri per trovare un lavoro.

Fabio Rivolta

Fabio Rivolta
(Foto by Fabrizio Radaelli)

«Al termine degli studi ero disorientato - continua Fabio- non trovavo una collocazione nel mondo del lavoro. Così ho iniziato a fare l’impiegato, guardando però quel che veniva maggiormente richiesto mi sono reso conto che, nel panorama lavorativo la figura del perito informatico è molto richiesta. Così, dopo aver già un diploma di maturità classica e una laurea mi sono rimesso in gioco. Ho scelto questa scuola per diventare un perito informatico. Sfidando anche me stesso perché non ho mai avuto una grande passione per la matematica, anche se mi hanno sempre detto che ero portato». Anche per Fabio è iniziato un periodo complicato, durante il giorno al lavoro e di sera sui banchi.

«Dopo questi anni ho le idee chiare: voglio fare il programmatore e sto valutando se continuare a studiare frequentando dei corsi- continua Fabio-. Il lato sistemistico mi piace perché molto tecnico e nella programmazione posso spendere le mie competenze, lo trovo molto simile alla scrittura. Questo diploma mi ha permesso di approfondire una parte creativa. È stata una riscoperta di matematica, in particolare, grazie all’ottimo professore che ci ha dato gli strumenti per essere autonomi. La maturità è andata molto bene, non credevo di prendere 100 e anche la lode. Devo dire che, rispetto alla prima maturità che ho fatto, ho trovato qualche difficoltà, il secondo scritto era impegnativo ma fattibile. Mentre per il colloquio orale mi ero preparato una mia applicazione che aiuta nell’apprendimento dei verbi inglesi, era una mia carenza e ho trovato il modo di colmarla. Questo ha colpito la commissione»


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