Lo sballo, una settimana all’ospedale, e  la ragazzina racconta tutto ai poliziotti

Lo sballo, una settimana all’ospedale, e la ragazzina racconta tutto ai poliziotti

Una minorenne di Triuggio era stata trovata in stato confusionale a una fermata del bus a Monza: durante il ricovero in neuropsichiatria infantile ha portato gli investigatori a scoprire la rete di spaccio tra giovanissimi

L’avevano ritrovata in piena notte, in stato confusionale, a una fermata dell’autobus, a Monza. E poi una settimana, nel medesimo stato, l’aveva trascorsa in neuropsichiatria infantile, all’ospedale San Gerardo di Monza. Cosa può fare uno sballo da ketamina. Lo sa bene la minorenne di Triuggio che a gennaio dell’anno scorso, attraverso la sua disavventura ha dato vita alle indagini della squadra investigativa del commissariato di polizia di Monza che hanno portato all’indagine denominata “Sballo 2.0”.

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Aveva trascorso una serata in una discoteca di Milano. All’andata una”canna”, poi, una volta là, la sniffata di ketamina e tanto alcool. Il resto è nebbia fino a quella fermata del bus e poi al ricovero all’ospedale. Ai primi racconti ai medici e poi ai poliziotti, che hanno scoperchiato il”giro” di una sessantina di ragazzini, molti minorenni, di famiglie benestanti, tutti incensurati che spacciavano o acquistavano via smartphone, attraverso l’applicazione WhatsApp. Avevano creato un linguaggio criptato con frasi e “emoticon” per ordinare e accordarsi per lo scambio di hashish, marijuana, ecstasy e ketamina.

Le indagini hanno portato gli investigatori a girare in un lungo e in largo l’intera Brianza, e non solo, (l’indagine ha interessato anche le provincie di Brescia, Verbania, Milano, Bergamo e Lecco) per assistere agli scambi - che avvenivano presso gli istituti scolastici o direttamente in discoteca- e scovare i “magazzini” della “roba”. «Non avevano il senso del proibito» hanno detto magistrati e forze dell’ordine riferendosi a molti dei ragazzi coinvolti. Dai frequentatori delle serate in discoteca gli investigatori monzesi sono arrivati su fino ai fornitori delle droghe sintetiche che spesso importavano la ketamina liquida dall’estero: uno degli arrestati ne ha portata ben 40 litri dalla Spagna.

L’indagine, durata 6 mesi e con centinaia di ore di intercettazioni e perquisizioni ha portato in prima battuta a 4 arresti in flagranza, 61 indagati a piede libero e al sequestro di 3 litri di ketamina, 300 grammi di marijuana, varie dosi di altre sostanze stupefacenti e materiale per la preparazione, confezionamento ed occultamento dello stupefacente.

Il 17 marzo è stata invece eseguita un’ordinanza, emessa dal gip Giovanni Gerosa del Tribunale di Monza, su richiesta del pm Salvatore Bellomo per l’applicazione di 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 5 misure cautelari dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza e 2 sequestri preventivi di autovetture.Effettuate anche decine di perquisizioni che nella stessa giornata hanno impegnato simultaneamente in oltre 25 Comuni di 6 province,100 pattuglie per un totale di oltre 200 uomini, coinvolgendo anche le Questure di Milano, Brescia, Bergamo, Lecco e Verbania e il Reparto Prevenzione Crimine Lombardia.

Sequestrati tra l’altro 55 francobolli imbevuti di Lsd, oltre 10mila euro in contanti , bilancini di precisione e 2 serre per la coltivazione della marijuana. I soggetti brianzoli coinvolti, soprattutto studenti, sono stati prelevati nelle loro abitazioni a Paderno Dugnano, Mezzago, Usmate, Correzzana, Brugherio, Monza, Lesmo, Veduggio, Bernareggio, Desio, Solaro, Nova Milanese, Meda, Cesano Maderno.


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