L’emergenza Coronavirus e il mondo del lavoro: primi casi positivi in azienda, attenzione alta, confronto aperto con i sindacati
Un interno fabbrica

L’emergenza Coronavirus e il mondo del lavoro: primi casi positivi in azienda, attenzione alta, confronto aperto con i sindacati

L’emergenza Coronavirus è amplificata nel mondo del lavoro tra chi ha chiuso l’attività, anticipando le decisioni del governo, e chi ha fatto i conti con casi di dipendenti positivi al virus (Camera di Commercio, Candy, St Microelectronics, Colmar).

L’emergenza Coronavirus è amplificata nel mondo del lavoro tra chi ha chiuso l’attività, anticipando le decisioni del governo prese sulle proposte della Regione Lombardia di inasprire le chiusure di negozi, bar, uffici e attività produttive (tranne quelle essenziali), e chi ha fatto i conti con casi di dipendenti positivi al virus.

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Alla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi il 9 marzo si è verificato il primo caso positivo al coronavirus di dipendente, non in servizio in uffici a contatto con il pubblico. Sanificati gli spazi interessati, invito all’utenza ad accedere agli sportelli solo per urgenze comprovate, utilizzando in via prioritaria i servizi on line sul sito istituzionale e il canale Contact Center al numero 02.22177700. Gli uffici di Desio saranno chiusi fino al 3 aprile. Gli sportelli delle altre sedi sono regolarmente aperti: l’accesso agli sportelli è contingentato.
AllaST di Agrate l’attività prosegue regolarmente dopo che l’8 e il 9 marzo due dipendenti sono risultati positivi al virus: «Continueremo a monitorare da vicino il loro stato di salute fino al completo ristabilimento, pronti a supportare loro e la loro famiglia - fa sapere il Gruppo - Sono state identificate e contattate le persone ST che hanno avuto contatti stretti con i due dipendenti. In via precauzionale, e per attuare le misure e i protocolli più stringenti fissati dalle autorità sanitarie nazionali e locali, abbiamo chiesto a tutti i membri del team che lavoravano con questi due dipendenti di astenersi dal rientrare al lavoro da adesso in poi».
Alla Candy di Brugherio mercoledì lo stabilimento non ha lavorato (300 gli addetti interessati) per un dipendente che, a casa già da giorni, è risultato positivo. L’attività è ripresa già giovedì. Il sito produttivo era già stato sanificato due volte nei giorni scorsi.
Giovedì caso positivo alla Colmar di Monza per una dipendente positiva, a casa da lunedì con sintomi. La fabbrica chiuderà da lunedì ma già ieri molti addetti sono andati a casa.

Per Emanuele Orsini, presidente di FederLegnoarredo «prima viene la salute, ma non possiamo fermare tutte le produzioni e soprattutto non possiamo sapere la sera se al mattino le nostre merci potranno circolare oppure no».

È alta l’attenzione dei sindacati che sottolineano: «Sono moltissime le aziende dove non si è dato applicazione alle stringenti misure di sicurezza e pertanto abbiamo ritenuto necessario avviare un confronto per chiedere che, dove non ci sono le condizioni di sicurezza, si proceda ad un rallentamento o uno stop alla produzione. Al momento, sapendo che molti confronti sono ancora in atto, la situazione è la seguente: in moltissime aziende oggi (giovedì, ndr) c’è una presenza ridottissima di personale, molti hanno comunicato malattia oppure sono in ferie».

Nelle aziende più importanti del territorio - come Candy di Brugherio, Beta di Sovico , Peg di Arcore - è aperto il confronto su una diminuzione delle attività produttive per le prossime due settimane. In St si dovrebbe raggiungere l’accordo per un dimezzamento delle presenze utilizzando permessi retribuiti a carico dell’azienda.

«I casi di contagio esplosi nei giorni scorsi all’interno delle aziende ci dicono una cosa chiara e cioè che le fabbriche ed i luoghi di lavoro possono diventare i nuovi focolai per cui occorre che chi ci lavora dentro lo deve fare nelle condizioni di sicurezza più alta», ha commentato Pietro Occhiuto, segretario generale Fiom Cgil MB.

La Tenaris, dal 14 al 22 marzo, lavorerà a marce ridotte in tutti gli stabilimenti lombardi, dove sono occupati oltre 2mila dipendenti, con la presenza di lavoratori volontari per salvaguardare alcune lavorazioni strategiche nel settore ospedaliero, medicale ed energetico.

Ma in Lombardia c’è da affrontare anche l’apertura di Cassa integrazione alla Berta, Alfalaval, Varinelli, Babcock, Borgwarner, Malvestiti e diverse altre. Scioperi in STS, Canalplast, Hanneke Oms, Cgs, Cpm. Potenziato lo smartworking in Toshiba, Lutech, Imi Norgre, Toyo Tanso, Sm optics e Black & Decker. Sono situazioni segnalate da Fim Cisl Lombardia.

«Grazie alla responsabilità delle imprese, stiamo fermando, o rallentando, le produzioni per la salvaguardia della salute delle lavoratrici e dei lavoratori. La situazione nelle fabbriche metalmeccaniche è molto complicata. I dati in nostro possesso ci dicono che stanno aumentando cassa integrazione, fermate o riduzioni produttive. I nostri delegati di fabbrica stanno facendo un gran lavoro nel gestire le paure delle persone e, dopo averle raccolte, trasformarle in risposte solidali utili a trovare le migliori soluzioni a tutela della salute e del lavoro», ha detto il segretario generale della Fim Cisl Lombardia, Andrea Donegà.


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