Le tasse di Monza aumentano: crescono Tari, palestre, pre e post scuola e mense
Rifiuti più cari a Monza (Foto by Fabrizio Radaelli)

Le tasse di Monza aumentano: crescono Tari, palestre, pre e post scuola e mense

Trasporto scolastico, alle mense, servizi pre e post scuola, tariffe di accesso agli impianti sportivi: sono i servizi a domanda individuale il cui costo, quasi certamente, salirà nel comune di Monza. Così come la Tari, che subirà piccoli aumenti.

Aumenti in vista per la nuova Tari 2015. Per quanto lieve, l’amministrazione comunale di Roberto Scanagatti sta programmando un rincaro delle tariffe del servizio di smaltimento rifiuti a fronte dei maggiori costi del servizio previsti rispetto all’anno precedente. Le spese aumentate andranno a ricadere sui cittadini privati che – è la stima delle previsioni – potranno pagare la tassa dei rifiuti tra i 5 e i 15 euro in più all’anno. L’amministrazione sottolinea che i costi del servizio, in realtà, sono in linea con il periodo pre-vicenda Sangalli dato che nel 2014 sono stati tolti ai costi generali gli 800mila euro dei “costi della corruzione”.

L’opposizione, però, attacca dicendo che ci si aspettava che i costi del servizio potessero diminuire. Invece così non sarà, anche perché la trattativa con la ditta Sangalli non è ancora ufficialmente partita per quanto riguarda la riduzione dei costi del servizio. A quanto emerge dalla proposta di delibera presentata in commissione bilancio martedì sera i costi del servizio di smaltimento rifiuti aumenteranno del 2% rispetto all’anno precedente (400 mila euro in più di costi). Ma dalla giunta osservano che il 2014 non fa testo e nel 2015 si torna in linea con i costi del 2013 che ammontavano a 21 milioni di euro. A quanto emerge dal contenuti della delibera i costi del servizio di smaltimento di rifiuti per l’anno 2015 ammonteranno a 20.796.225 euro, mentre l’anno precedente era di 20.355.823 euro.

Pierfranco Maffè

Pierfranco Maffè
(Foto by Radaelli Fabrizio)

«A quanto ci è stato detto in commissione l’aumento principale si verificherà per i privati, rispetto alle attività commerciali e produttive - commenta il presidente della commissione Bilancio, Pierfranco Maffè – gli aumenti medi che ci sono stati indicato vanno dai 10 ai 15 euro all’anno per le famiglie monzesi». Secondo le prime informazioni la maggior parte degli aumenti sulla tassa dei rifiuti saranno percepiti dalle famiglie che vivono in abitazioni di metrature superiori ai 285 metri quadrati.

Simone Villa (Lega nord) ritiene che ci siano gravi ritardi nella gestione della trattativa con la ditta Sangalli: «Sono passati più di sei mesi da quando il Comune ha cominciato a trattare con la ditta, ma ad oggi non si sono ancora trovati per discutere della riduzione dei costi del servizio, cosa che doveva già essere fatta per avere risultati apprezzabili nei costi previsionali». Settimana prossima il Comune e la ditta Sangalli dovrebbero incontrarsi proprio su questa vicenda. «Dobbiamo rivalutare la qualità del servizio» insiste Domenico Riga (Forza Italia).

Dal centro sinistra minimizzano la questione: «La trattativa con la ditta Sangalli e i costi previsionali del servizio per la definizione delle tariffe sono cose che viaggiano su binari diversi – spiega Alessandro Gerosa di Sinistra Ecologia e Libertà – il Comune si incontrerà in questi giorni con la ditta per definire la riduzione dei costi che potrà essere operata al servizio andando a ridurre il dato di incremento previsto oggi a bilancio».

Intanto nel 2014 la percentuale di raccolta differenziata è diminuita. Un dato significativo emerso dalla relazione in commissione bilancio, infatti, è la diminuzione della percentuale di raccolta differenziata in città. I dati dicono che si è passati dal 61% del 2013 al 56% dell’anno scorso. Dall’amministrazione spiegano che il calo è dovuto anche al cambiamento dei parametri di calcolo della percentuale di differenziata, ma dall’opposizione vogliono vederci più chiaro. «Approfondiremo la questione» concludono dal centrodestra.

Ma non è tutto. Potrebbero aumentare i servizi comunali a domanda individuale: vale a dire i servizi collegati prevalentemente alla scuola e agli impianti pubblici. A quanto trapela dalle prime indiscrezioni del documento che verrà allegato al bilancio di previsione 2015, si prevede un aumento medio del 10% dei costi relativi al trasporto scolastico e alle mense piuttosto che sui servizi pre e post scuola e alle tariffe di accesso agli impianti sportivi. La questione verrà affrontata dettagliatamente nel bilancio di previsione 2015, ma a quanto è dato sapere le richieste dei singoli assessorati sono di maggiori richieste economiche per poter garantire i servizi. Un dato confermato dall’assessore al bilancio Debora Donvito a monzabrianzaTv, alla trasmissione di approfondimento Brianza oggi.

Per i servizi a domanda individuale, il Comune deve garantire una grossa percentuale di copertura dei costi dato che le tariffe richieste ai cittadini non bastano mai per la copertura dei costi del servizio. In generale il Comune riesce a coprire, con le tariffe applicate, soltanto il 48,9 % dei costi dei servizi a domanda individuale. Andando nello specifico, per gli asili nido la copertura dalle tariffe è soltanto il 51% dato che le entrate ammontano a 1,2 milioni di euro, mentre i costi del servizio sono di 2,4 milioni (con un risultato di perdita di 1,9 milioni). Per gli impianti sportivi, invece, ci sono entrate per 662 mila euro a fronte di 1,6 milioni di euro di uscite (perdita di 942mila euro). Le mense scolastiche, invece, costano ogni anno 5,7 milioni di euro a fronte di introiti derivanti dalle tariffe per 3,2 milioni (perdita di 2,4 milioni).

Inoltre anche i musei, gli spettacoli e le gallerie risultano andare in perdita costantemente con una percentuale di copertura derivante dai biglietti o dagli abbonamenti davvero minima (dall’8 al 24%). A fronte della difficoltà del Comune nel sostenere i costi non coperti dalle tariffe per i servizi a domanda individuale, pari a quasi 6 milioni di euro, si è deciso di aumentare le tariffe in modo tale da mantenere inalterati i servizi che altrimenti sarebbero stati rivisti i base alle esigenze di copertura sempre maggiori da parte del Comune. Dall’opposizione partono le critiche e sottolineano: «L’imposizione fiscale sia aumentata negli ultimi 5 anni passando da 700 a 1.000 euro pro capite all’anno» criticano uniti dal centro destra. I numeri definitivi si vedranno nel bilancio previsionale 2015.


© RIPRODUZIONE RISERVATA