L’allarme truffe arriva dal Registro elettronico, tentativo di phishing con la piattaforma della scuola
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L’allarme truffe arriva dal Registro elettronico, tentativo di phishing con la piattaforma della scuola

L’allarme truffe arriva dal Registro Elettronico, piattaforma digitale gestita dalla Axios Italia in tutta la Penisola: segnalato un tentativo di phishing a docenti e anche a qualche genitore per cui l’azienda ha diramato un avviso. Un caso a Lesmo.

L’allarme truffe arriva dal Registro Elettronico, piattaforma digitale gestita dalla Axios Italia in tutta la Penisola. Nei giorni scorsi, i vertici dell’impresa hanno avvisato tutti gli utenti, a partire dai docenti, di non rispondere a richieste di dati personali che potrebbero arrivare. Sarebbero tentativi di raggiro con la tecnica del phishing. In alcuni casi le richieste sono arrivate, come se fossero partite proprio dal Registro Elettronico a docenti e anche a qualche genitore. Un caso è di Lesmo, la richiesta di allerta è stata inoltrata a tutte le scuole che utilizzano il Registro, tra cui quelle di Arcore.

Si chiedeva di trasmettere i dati dell’utente, la password, il cellulare e il codice fiscale a un indirizzo di Gmail che somiglia a quello della Axios ma non ha nulla a che fare con l’impresa. Immediata la reazione dei vertici aziendali: a tutti gli utenti è stata trasmessa la raccomandazione a cestinare missive di questo tipo.
“E, nonostante questo - ha spiegato dalla sede romana Stefano Rocchi - abbiamo ricevuto centinaia di mail da parte di utenti che hanno compilato tutto, inviando poi, per fortuna, al nostro vero indirizzo anziché a quello della truffa. Ovviamente abbiamo provveduto a eliminare subito questi dati”.

Il primo caso è avvenuto in provincia di Cosenza. “In Brianza per ora ci risulta solo il caso di Lesmo - ha detto Rocchi- ma in questo territorio abbiamo molte scuole ed è importante diffondere l’informazione. le uniche mail ufficiali arrivano da @axiositalia.com. Le indagini intanto sono in corso, ad oggi siamo riusciti a stabilire che tutto è partito da un dispositivo Samsung J6”.

Valeria Pinoia


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