La realtà virtuale per il supporto psicologico a medici e infermieri dopo il coronavirus
Coronavirus, Bicocca progetto Mind VR: dietro ai visori, a sinistra Federica Pallavicini, a destra Fabrizia Mantovani, professoressa associata del Dipartimento di Scienze umano per la formazione dell'Università di Milano-Bicocca e componente del team del progetto “Mind-VR”

La realtà virtuale per il supporto psicologico a medici e infermieri dopo il coronavirus

Si chiama progetto “Mind-VR” e punta anche sulla realtà virtuale per il dopo emergenza Coronavirus, in particolare per il supporto psicologico a medici e infermieri. È stato selezionato nell’ambito della seconda edizione di Bicocca Università del Crowdfunding.

Si punta anche sulla realtà virtuale per il dopo emergenza Coronavirus, in particolare per il supporto psicologico a medici e infermieri. È l’obiettivo del progetto “Mind-VR” selezionato nell’ambito della seconda edizione di Bicocca Università del Crowdfunding. Si tratta del programma di finanza alternativa dell’Università di Milano-Bicocca, promosso per consentire a studenti, ex studenti, docenti, ricercatori e dipendenti dell’Ateneo di realizzare progetti innovativi e idee imprenditoriali attraverso campagne di raccolta fondi su Produzioni dal Basso, prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation.

Il progetto di supporto psicologico selezionato ha l’obiettivo di offrire un’educazione di base sull’ansia e sul disturbo post-traumatico da stress.

«Con il diffondersi del virus Covid-19 – spiega Federica Pallavicini, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze umane per la Formazione dell’Ateneo milanese e a capo del team del progetto trasversale ai dipartimenti di Scienze per la Formazione e Medicina-Chirurgia – negli ospedali medici e personale infermieristico si sono trovati ad affrontare un’emergenza senza precedenti. Oltre ai ritmi lavorativi estenuanti, la necessità di gestire pazienti in condizioni di estrema sofferenza e lontani dai propri familiari è un carico emotivo enorme, che espone il personale ospedaliero a un elevato rischio di sviluppare disturbi d’ansia, in particolar modo il disturbo post-traumatico da stress, con gravi conseguenze sul piano della salute mentale e fisica».

Bicocca Federica Pallavicini, assegnista di ricerca del dipartimento di Scienze umane per la Formazione

Bicocca Federica Pallavicini, assegnista di ricerca del dipartimento di Scienze umane per la Formazione

Una risposta per affrontare questa situazione di emergenza può venire dalla realtà virtuale che, secondo la ricercatrice, «rappresenta uno strumento altamente specializzato ed efficace per la prevenzione e il trattamento dei disturbi d’ansia ed è per questo applicata già da diversi anni per le vittime di guerra, catastrofi naturali e attacchi terroristici. L’utilizzo di questa tecnologia immersiva può infatti aiutare i pazienti sia a processare gli aspetti emotivi dei ricordi traumatici che ad apprendere risorse utili per una migliore gestione dell’ansia, incluse tecniche di rilassamento».

La campagna di crowdfunding è già partita e ha un obiettivo economico di 5.000 euro per coprire le spese di sviluppo di un contenuto psicoeducativo in realtà virtuale.
Il contenuto creato da “Mind-VR” sarà costituito da uno scenario virtuale (ad esempio, una sala) all’interno del quale la persona troverà del materiale interattivo utile per imparare a riconoscere i sintomi e le principali cause del disturbo post-traumatico da stress e di altri disturbi d’ansia e in cui riceverà consigli per apprendere alcuni esercizi utili per alleviare l’ansia (ad esempio, tecniche di rilassamento).

Il team del progetto Mind-VR ha già pensato a nuovi obiettivi da aggiungere al primo nel caso riuscissero ad andare in overfunding con la campagna. In particolare, tre ulteriori esperienza virtuali per far rivivere gradualmente situazioni significative dal punto di vista emotivo vissute durante l’emergenza allo scopo di facilitare i processi emotivi del trauma.

I contenuti di “Mind-VR” saranno resi disponibili in forma gratuita, su specifiche piattaforme di condivisione, per essere utilizzati da esperti della salute mentale. Saranno prodotti manuali di utilizzo dei contenuti differenziati sul target dei pazienti coinvolti.


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