La Provincia di Monza e Brianza  approva il bilancio 2016: l’88% delle entrate va allo Stato
Monza, la presentazione del bilancio della Provincia Monza Brianza (Foto by Fabrizio Radaelli)

La Provincia di Monza e Brianza approva il bilancio 2016: l’88% delle entrate va allo Stato

È arrivato in consiglio provinciale solo a metà dicembre, è stato approvato lunedì con dieci voti favorevoli della maggioranza e mercoledì 14 dicembre viene sottoposto all’assemblea dei 55 sindaci di Monza e Brianza. Con un prelievo forzoso da parte dello Stato dell’88%.

È arrivato in consiglio provinciale solo a metà dicembre, è stato approvato lunedì con dieci voti favorevoli della maggioranza (le opposizioni non hanno partecipato) e mercoledì 14 dicembre viene sottoposto all’assemblea dei 55 sindaci di Monza e Brianza.

Il bilancio 2016 della Provincia passa l’esame nonostante il parere negativo del revisore dei conti, che ha bocciato il passaggio dei mutui per la scuola di Brugherio sulla mentrotranvia di Seregno e la messa a bilancio dell’avanzo 2016. Per la maggioranza una scelta legittima - sono state presentate controdeduzioni - soprattutto in assenza di default e situazioni debitorie.

«È l’effetto sul nostro ente dell’assoluta transitorietà di un anno tormentato per mancanza di risorse, in aggiunta all’esito del referendum», ha commentato il presidente Gigi Ponti. La manovra finanziaria racconta di oltre 163,5 milioni di euro destinati a spese di parte corrente e investimenti. Ma anche di un prelievo forzoso di quasi l’88% previsto dallo Stato, pronto ad aumentare nell’anno nuovo. E di un difficile pareggio finanziario.

«Quest’anno il pareggio è stato conseguito grazie alle misure introdotte dalla Legge di stabilità 2016 e dal decreto legge sulle Misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio – spiegano da via Grigna - che per le Province prevedono, eccezionalmente, la non applicazione della sanzione prevista per gli enti che non hanno rispettato il patto di stabilità 2016 più la possibilità di redigere un bilancio di previsione annuale, di utilizzare in parte corrente l’avanzo di amministrazione e i risparmi derivanti dalla rinegoziazione dei mutui, di beneficiare di alcuni fondi mirati all’assolvimento delle funzioni assegnate e alla stabilizzazione degli equilibri di bilancio».

Altrimenti sarebbe stato difficile far quadrare i conti: il prelievo forzoso sulle entrate tributarie si traduce in soldi in 53,6 milioni di euro prelevati su un introito di 61,4 milioni. E quindi in 10 milioni di euro da spendere. Con altri 70 in congelati in cassa.

«Quest’anno il pareggio contabile è frutto del senso di responsabilità che ci impone di garantire ad ogni costo il funzionamento dell’Ente, affinché siano garantiti i servizi essenziali: assistenza ai disabili, manutenzione di scuole e strade, trasporti – hanno riassunto prima della votazione Ponti e il vicepresidente Roberto Invernizzi – abbiamo economizzato il più possibile, non abbiamo potuto investire, ma abbiamo cercato di rispondere alle necessità di chi usa strade (100mila km) e scuole (5mila)».

Tra i motivi di vanto rientrano il cantiere per la variante sulla Sp6, il primo lotto di interventi tampone sulla Milano-Meda («si tratta di 120mila euro, ma abbiamo previsto appalti da più 1 milione»), la metrotranvia.

«Alla fine, anche alla Provincia di Monza e Brianza rimane il contesto presentato dall’Upi a livello nazionale: dopo gli esiti del referendum è indispensabile che a livello centrale vengano ridefinite le risorse per un reale progetto di area vasta, per continuare a svolgere un ruolo di coordinamento per i Comuni», ha detto Ponti.

E allora, i numeri. La finanziaria vale 163.562.753,88 di euro, al netto delle somme dei movimenti fondi (12.950.000) e incluso l’importo dei residui “reimputati” (40.493.231,36). L’importo di 123.011.205,78 finanzia le spese di parte corrente, compresi i rimborsi di prestiti (vale a dire 112.593.473,86) e le spese in conto capitale per la differenza di 10.417.731,92 euro: 5.600mila euro per la metrotranvia, 1.600mila per gli interventi sulla parte di polo istituzionale dove si insedierà l’Arpa, importo simile per gli interventi sulle strade, 348mila euro per i riscaldamenti, 515mila euro per le scuole più 112mila per l’acquisto di arredi, 273mila per il rinnovo parco autobus.

E il 2017? «Non assomiglierà al 2016 in gestione provvisoria» ha concluso Ponti. «I bus ci saranno con l’impegno della nuova Agenzia (con Milano, Lodi e Pavia) che gestirà i contratti coi Comuni. Milano farà sue due linee e alleggerirà i costi».


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