La Brianza piange i morti sul lavoro: i sindacati si appellano alla Regione
Attilio Fontana

La Brianza piange i morti sul lavoro: i sindacati si appellano alla Regione

L’ultimo morto è stato a Bellusco, la Brianza piange anche due morti di Muggiò e uno di Burago nella tragedia della Lamina di Milano. I sindacati hanno chiesto alla Regione un intervento straordinario per i controlli

Antonio Limonta di Vimercate è solo l’ultimo di una lunga serie di infortuni mortali sul lavoro registrati in Lombardia. La Brianza, in particolare, è stata molto colpita. Basta ricordare la morte a Milano, alla Lamina, dei due fratelli di Muggiò Arrigo e Giancarlo Barbieri e di Marco Santamaria di Burago. Alla luce anche di questi fatti i sindacati lanciano l’allarme sicurezza, anche perchè i morti a livello regionale sono ormai una ventina.

Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto alla Regione un intervento straordinario. Nei giorni scorsi hanno incontrato il presidente regionale Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Giulio Gallera, nell’ambito della riunione del Comitato di Coordinamento/Cabina di regia sugli infortuni sul lavoro.

I sindacati ritengono positivo l’impegno della Regione per contrastare infortuni e morti sul lavoro, ma ritengono che oltre ai momenti istituzionali sia necessario attivare un Tavolo regionale di confronto tra Regione, imprese, sindacati, per definire punti d’intesa, a partire dalla definizione di progetti di prevenzione e da una maggior presenza dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza in tutte le realtà produttive.

Il segretario generale della Cisl Lombardia, Ugo Duci, sottolinea che “ In una Regione come la Lombardia - spiega Il segretario generale della Cisl Lombardia, Ugo Duci- sono insufficienti i controlli realizzati: 29.000 aziende controllate in un anno, su oltre 560.000. C’è l’esigenza di uno scatto in più, con l’impegno di tutti, per coordinare meglio il complesso delle responsabilità e le attività dei soggetti che operano per garantire la prevenzione e il controllo”.

Cgil Cisl e Uil chiedono alla Regione di reinvestire tutte le risorse provenienti dalle sanzioni, come previsto dal testo unico, per potenziare i servizi ispettivi delle Agenzie di tutela della salute e aumentare l’attività di controllo su settori a maggior rischio.


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