La banda della strage di Corinaldo era arrivata in trasferta anche in Brianza
Corinaldo strage Vigili del fuoco

La banda della strage di Corinaldo era arrivata in trasferta anche in Brianza

La banda arrestata con l’accusa di omicidio preterintenzionale per la strage del 7 dicembre nella discoteca di Corinaldo aveva fatto una trasferta anche in Brianza. Sono sette gli arrestati: sei ragazzi emiliani, tra i 19 e 22 anni, e un ricettatore.

Macinavano chilometri in auto e non si sono fermati dopo aver spruzzato lo spray che provocò 6 morti – cinque ragazzi e una mamma - e 200 feriti nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo. Sono sei i ragazzi tra i 19 e 22 anni arrestati con l’accusa di omicidio preterintenzionale per la strage del 7 dicembre nella discoteca in provincia di Ancona, ma con loro è stato arrestato anche un ricettatore. Facevano parte infatti di una banda specializzata in furti con strappo e rapine all’interno di discoteche e locali del centro e nord Italia. Erano in sei e agivano in squadre, ognuno aveva un ruolo: creare disturbo, anche con lo spray o con spintoni, strappare collanine e gioielli, nascondere la refurtiva. Sceglievano le location in base alla presenza nei locali di artisti di grande richiamo. Come Sfera Ebbasta che si sarebbe dovuto esibire nella serata di Corinaldo. Riuscivano a rubare e a rivendere oro per un valore di 15mila euro al mese.

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Ed è proprio in questo scenario che emerge un viaggio in Brianza: nell’elenco degli episodi dopo la strage c’è anche la serata al Polaris Club di Carate Brianza, il 29 marzo. Gli investigatori hanno accertato la presenza nel locale di tre dei componenti: il giorno successivo uno di loro ha contattato il ricettatore. Ma la sera dopo i tre, insieme agli altri, erano già in azione in un’altra discoteca a Porto Recanati. E nella prima settimana di aprile sarebbero stati frequenti i contatti con il titolare del “compro-oro” della provincia di Modena.

L’elenco, dopo Corinaldo, conta più di quaranta episodi. Numerosi sono anche i precedenti penali della banda, con una denuncia rimediata anche a Disneyland Paris. Tra gli episodi contestati che hanno permesso di ricostruire il profilo degli arrestati e le loro responsabilità, nell’indagine partita dal dna ritrovato sulla bomboletta di spray ritrovata alla Lanterna Azzurra, furti in una discoteca di Verona come all’autogrill di “Esino Ovest”, sull’autostrada in provincia di Ancona, nello spostamento dalla Brianza alla tappa successiva. Furti commessi a Milano e anche in due discoteche a Como e in provincia, nel mese di maggio: in questo caso un controllo dei carabinieri ha successivamente permesso di recuperare parte della refurtiva lanciata dal finestrino in un pacchetto di sigarette al momento dell’alt.

Dalle indagini è emerso come in certe trasferte la banda fosse certa di incontrare i “rivali”. Un’altra banda (“i genovesi”) sulla stessa piazza.


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