#IOsonoilfloriani: gli studenti e il sindaco Sartini lanciano un corteo in centro a Vimercate

Una manifestazione per gridare a tutti che «non siamo dei teppisti»: #IOsonoilfloriani sarà la il tema del corteo della solidarietà che si terrà sabato 10 novembre alle 14 con partenza dall’istituto Floriani di via Cremagnani e si svolgerà per le vie del centro di Vimercate.
I ragazzi fuori dall’istituto Floriani
I ragazzi fuori dall’istituto Floriani

Una manifestazione per gridare a tutti che «non siamo dei teppisti»: #IOsonoilfloriani sarà la il tema del corteo della solidarietà che si terrà sabato 10 novembre alle 14 con partenza dall’istituto Floriani di via Cremagnani e si svolgerà per le vie del centro di Vimercate. Così hanno deciso il sindaco vimercatese Francesco Sartini e i ragazzi dell’istituto durante un incontro avvenuto venerdì 2 novembre.

Il sindaco Sartini

«Dopo il preoccupante episodio di lunedì scorso, di cui è rimasta vittima una professoressa dell’istituto Floriani, ho accolto con attenzione i rappresentanti dei docenti e degli studenti per un confronto perché, oltre ad essere preoccupati per quanto successo, assieme vogliamo esprimere forte la solidarietà verso la professoressa colpita ed il desiderio di far conoscere la realtà di una scuola non certo indifferente, dove le difficoltà sono affrontate quotidianamente con passione e competenza – ha spiegato il sindaco Sartini in un post su Facebook -. Al Floriani ci sono ottimi professori e ottimi studenti. Molti professionisti hanno frequentato questa scuola con successo ed è importante, in questo momento di attenzione mediatica, rappresentare la realtà di una scuola valida, fatta di persone che vi si riconoscono e non hanno paura di affermarlo».

1038671https://www.ilcittadinomb.it/videos/video/prof-aggredita-a-vimercate-uno-studente-non-e-stata-tutta-la-classe-a-fare-ca_1038671_44/

L’Unione studenti

«Ovviamente i ragazzi del Floriani che hanno compiuto questo gesto hanno mancato di rispetto alla prof che dovrebbe essere una figura sulla quale contare e non verso cui provare odio e rancore – hanno scritto i rappresentanti dell’Unione degli studenti sempre sui social -. Chiaramente condanniamo il gesto degli studenti e mandiamo la nostra più sentita solidarietà alla professoressa. Vogliamo però non relegare quanto successo ad una mera notizia di cronaca ma dare una spinta propositiva per fare in modo che si cerchi di evitare che fatti del genere accadano ancora. Per fare in modo che la scuola ritorni ad essere una comunità educativa compatta nella quale tutti, da studenti a docenti, da genitori a personale scolastico collaborino per una migliore educazione. Scuole di questo tipo non solo hanno il compito di dare ai ragazzi un’istruzione sulle loro materie di indirizzo ma hanno anche il compito di dare a questi ragazzi un senso alle loro vite che preferirebbero di gran lunga stare altrove, che probabilmente altrimenti si troverebbero per strada. In questa scuola non serve la repressione, è giusto che chi ha sbagliato paghi ma con la consapevolezza che la sua vita ha un potenziale che non deve sprecare. In scuole di questo tipo servono soldi, psicologi, educatori, didattica alternativa e molta, molta più attenzione, soprattutto alle “cose belle”, che sono molte di più degli episodi come questo. Porgendo ulteriori auguri di buona guarigione alla professoressa vi lasciamo con una frase di Don Milani: “Se si perde loro (i ragazzi più difficili) la scuola non è più scuola. É un ospedale che cura i sani e respinge i malati”».