Infortuni mortali sul lavoro, l’allarme dei sindacati che chiedono la convocazione della “cabina di regia”: «Più 61%  rispetto al 2018»
Sicurezza sul lavoro

Infortuni mortali sul lavoro, l’allarme dei sindacati che chiedono la convocazione della “cabina di regia”: «Più 61% rispetto al 2018»

Si annuncia un anno nero per i numeri degli infortuni sul lavoro in Lombardia. Già superato il dato del 2018, i sindacati stimano un aumento a fine anno del +61%. Richiesta la convocazione al più presto di una cabina di regia.

L’incidente mortale sul lavoro di Bovisio Masciago, l’ottavo in Brianza dall’inizio dell’anno, aggiunge una pagina nera a un 2019 in cui gli infortuni fatali registreranno in Lombardia un aumento del +61 per cento rispetto al 2018. Lo hanno calcolato i sindacati Cgil, Cisl e Uil impegnati in presidio sotto la sede di Regione Lombardia anche per chiedere la convocazione “al più presto” della “cabina di regia” per concretizzare gli impegni condivisi con il presidente Fontana e gli assessori Gallera e Rizzoli.

L’aumento del 61% in Lombardia deriva dal confronto dei dati del registro Ats 2019 con quelli dell’anno precedente.

“Ad oggi, infatti, sono ben 58 i lavoratori vittime di incidenti, contro i 35 dell’anno scorso. Ciò significa - hanno sottolineato Cgil, Cisl e Uil Lombardia nel corso del presidio - che in questo settembre è stato già superato il drammatico dato dell’anno scorso (53 infortuni mortali a dicembre). E che il 2019 sarà un anno nero per la sicurezza sul lavoro».

“Prima di tutto la sicurezza sul lavoro!” lo slogan del presidio, che ha visto la partecipazione di delegati aziendali e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza arrivati da tutta la Lombardia.

I sindacati sono tornati a chiedere alle istituzioni di “rafforzare i servizi ispettivi e il piano straordinario dei controlli, attraverso l’incremento del personale e la copertura al 100% del turn-over della dirigenza e dei tecnici e assistenti sanitari; rinnovare il Piano salute e sicurezza 2019-2023, che dovrà rappresentare un salto di qualità nelle politiche di prevenzione e di tutela della salute nel lavoro; aggiornare il piano regionale amianto, per affrontare il problema delle bonifiche, dello smaltimento e della sorveglianza sanitaria”.

Per Massimo Balzarini della segreteria regionale Cgil Lombardia, «il rispetto della dignità del lavoro e la tutela di lavoratrici e lavoratori devono essere una priorità per tutti, istituzioni sia nazionali che regionali, per i datori di lavoro e per le loro azioni di rappresentanza, perché la competitività della regione e del paese sono possibili solo tutelando chi lavora. Urgente il rafforzamento dei controlli e dei servizi ispettivi e la formazione effettiva ed efficace per tutti i soggetti coinvolti. È necessario rivendicare la cultura della sicurezza».

Il segretario regionale Cisl Lombardia, Pierluigi Rancati, sottolinea che «obiettivo prioritario deve essere il rafforzamento dei servizi ispettivi, sia dal punto di vista degli organici che dell’organizzazione. È necessario quindi che questo intervento sia seguito attraverso un tavolo di monitoraggio e lavoro costituito presso la direzione generale Welfare, con il coinvolgimento dei sindacati, delle direzioni Ats e dei Dipartimenti di Prevenzione».

«Davanti a questa vera e propria emergenza per la sicurezza sul lavoro diventa urgente e indispensabile utilizzare le risorse derivanti dalle sanzioni comminate per le infrazioni e assumere nuovo personale ispettivo. Abbiamo altresì condiviso con la Regione di avvisare un’azione congiunta per chiedere al ministero lo sblocco delle assunzioni a tempo indeterminato nell’ambito degli organi ispettivi», ha conlcuso Vincenzo Cesare, segretario regionale Uil Lombardia all’ambiente e sicurezza.


© RIPRODUZIONE RISERVATA