Influenza, verso il picco: a Monza è boom di vaccinazioni
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Influenza, verso il picco: a Monza è boom di vaccinazioni

Arriva il picco dell’influenza, a Monza è boom di vaccinazioni. L’Ats registra il passaggio della profilassi da 40mila a 45mila, quadruplicate le donne in gravidanza.

La buona notizia è che quest’anno la campagna vaccinale contro l’influenza è stata un successo sul territorio di Monza. A confermarlo sono i dati diffusi dall’Ats di Monza e Brianza che registrano un trend decisamente positivo rispetto allo scorso anno.

Sono stati 220 i medici di medicina generale che hanno aderito alla campagna di vaccinazione, somministrando circa 45.000 dosi in tutto il territorio provinciale, 5mila in più rispetto al 2018. A questi si sono aggiunti anche gli ambulatori della Asst di Monza, sia quelli territoriali sia quelli ospedalieri, che hanno distribuito 8.000 dosi fino a metà dicembre, segnando anche in questo caso un aumento rispetto allo scorso anno di 700 vaccini.

A sostenere la campagna di sensibilizzazione e prevenzione è stata anche l’adesione di circa duemila operatori sanitari su tutto il territorio, che hanno promosso e incentivato il vaccino antifluenzale, proponendolo soprattutto alle fasce di cittadini più a rischio: dagli anziani ai bambini, dai malati cronici a chi lavora nelle collettività.

Un altro dato decisamente positivo riguarda la vaccinazione delle future mamme. Nel 2018 solo 59 donne in gravidanza hanno scelto di vaccinarsi contro l’influenza. Quest’anno sono state 200 le gravide che hanno deciso di vaccinarsi.

Entro la metà di gennaio dovrebbero essere resi noti anche i dati relativi all’andamento del virus, con la rendicontazione definitiva delle dosi somministrate quest’anno, e il dato di rendicontazione delle Rsa, previsto anche questo per la metà del mese.

Dunque una campagna di vaccinazione quest’anno certamente positiva, che ha risparmiato dal letto molti potenziali pazienti, ma non tutti. Il rapporto dell’Istituto superiore di sanità conferma un aumento lento ma costante dei casi di sindrome influenzale, che quest’anno ha colpito soprattutto i bambini sotto i cinque anni. Un lieve calo del numero di casi è stato registrato proprio alla chiusura delle scuole durante le festività natalizie. Nessun allarme però. «L’andamento della curva epidemica è sovrapponibile a quello della scorsa stagione influenzale», confermano dal portale InfluNet, la Rete italiana di sorveglianza dell’influenza.

In Italia l’incidenza totale è di 4,1 casi per mille assistiti, nella nostra regione il dato sull’incidenza sale a 5,3. Per i piccoli da zero a 4 anni l’incidenza su base nazionale arriva a 11,5 casi per mille assistiti, mentre l’incidenza dei piccoli sotto i cinque anni assistititi in Lombardia è di 13,47. Il numero di casi stimati in questa prima settimana dell’anno è di circa 247.000 unità, per un totale di 1.358.000 casi registrati dall’inizio della sorveglianza. La Lombardia è tra le regioni più colpite, insieme a Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche e Abruzzo. Guardando al dato dell’incidenza della sindrome influenzale regione per regione si nota un totale di 5,3 per mille assistiti in Lombardia, preceduta solo da un’incidenza di 8,08 registrata in Friuli e 6,21 delle Marche.

«L’obiettivo del monitoraggio è quello di descrivere i casi di sindrome influenzale e stimarne l’incidenza durante la stagione invernale, in modo da determinare l’inizio, la durata e l’intensità dell’epidemia», spiega il dottor Antonio Bella, del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità.


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