Il progetto Pizzaut si tiene stretta Monza: verso una  città “autism friendly”
Concorezzo pizzaut (Foto by Michele Boni)

Il progetto Pizzaut si tiene stretta Monza: verso una città “autism friendly”

Pizzaut apre a Cassina de’ Pecchi ma non rinuncia a Monza e Monza non rinuncia al progetto di inclusione: avviato il protocollo per diventare città “Autism friendly”. Il prossimo appuntamento a tavola intanto è il 25 febbraio.

«Purtroppo le strutture visitate a Monza non avevano le caratteristiche architettoniche (per esempio i due piani) oppure metrature non adeguate per il nostro progetto ma assolutamente non molliamo, perchè la volontà di aprire “Pizzaut” a Monza è forte, in tutte le famiglie coinvolte, e sono sicuro che con l’impegno dimostrato dall’amministrazione comunale e da moltissimi amici, alla fine ci riusciremo. Nel frattempo proprio su Monza, in collaborazione con il Comune e il gruppo Easymonza, ha preso corpo un percorso per una città “Autism friendly”». A spiegarlo è Nico Acampora, colui che ha dato vita all’idea di un percorso condiviso da tanti per arrivare alla pizzeria dei ragazzi con autismo di PizzAut. È lui a illustrare il percorso, simile a quanto già attivato in città con un protocollo per i malati di Alzheimer: «Si tratta di un progetto semplice e ambizioso che vedrebbe proprio i commercianti in prima fila per rendere proprio le loro attività capaci di accogliere i clienti con autismo e le loro famiglie. In Italia i ragazzi con autismo sono 500mila, di cui oltre 160mila concentrati in Lombardia e nelle province di Milano e Monza. Una realtà importante anche in termini numerici. Si chiama “spettro autisco” ma non possiamo pensare che di essere invisibili come un fantasmi».

E a Monza non lo sono affatto. La pizzeria dei ragazzi di PizzAut al momento sorgerà nell’area ex Nokia di Cassina de’ Pecchi, in una zona concessa dal Comune e soggetta a riqualificazione urbana. L’apertura del locale è prevista per settembre 2019, giusto il tempo per allestire e attrezzare i 700 metri quadrati di superficie totali messi a disposizione del progetto. I posti a sedere dovrebbero essere un centinaio, mentre il cuore laborioso della pizzeria sarà ovviamente la grande e luminosa cucina da dove usciranno le pizze buone e solidali.
Ma intanto Monza ha intrapreso il suo cammino come città “Autism Friendly”, già da metà novembre, quando, in occasione di un convegno dedicato è stato presentato il percorso targato PizzAut e EasyMonza, con il pieno sostegno del Comune. L’idea è di lavorare con i negozianti, «per poi realizzare una vetrofania da esporre nei locali – ha detto Acampora, proprio in quella occasione», pensando già alla possibilità, nel percorso verso l’inclusione e l’autonomia, di offrire ai suoi ragazzi la certezza di andare a fare la spesa in luoghi dove le persone sono pronte a relazionarsi, con amicizia e semplicità.

Il prossimo appuntamento a tavola per “nutrire l’inclusione” invece è per il 25 febbraio 2019 al Certo di viale Elvezia: un menù a 20 euro per sostenere il progetto (“risotto, giropizza, bevande, caffè, sorrisi e abbracci”) e prenotazione obbligatoria (prenotazioni@pizzaut.it)


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