Monza: la Regione riconosce il carattere sperimentale del Paese ritrovato per l’Alzheimer
La visita della Regione Lombardia a “Il Paese Ritrovato”

Monza: la Regione riconosce il carattere sperimentale del Paese ritrovato per l’Alzheimer

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in visita al villaggio de La Meridiana di Monza, nuovo modello di assistenza alle persone affette da demenza, con i vertici di Ats. Il contributo regionale di 29 euro a persona permette la riduzione delle rette per le famiglie. Oggi sono 47 i residenti del paese. Si arriverà sino a 64 persone. Il “modello Brianza” viene monitorato e studiato.

«Nella legge di sistema che abbiamo approvato lo scorso dicembre, l’esperienza de “Il Paese ritrovato” è stata inserita nell’ambito dei servizi sperimentali della rete sanitaria lombarda. Questo significa che abbiamo ritenuto il progetto innovativo e che lo accompagneremo giorno dopo giorno, per capirne i risultati e guardare all’incidenza degli aspetti sanitari». Insomma, anche la Regione Lombardia ha scelto di credere, fortemente, al “modello Brianza” di accoglienza e assistenza alle persone con patologie di demenza. E a confermarlo è stato il presidente Attilio Fontana, in visita lunedì 11 febbraio, a Monza, alla struttura di via Canova gestita dalla cooperativa La Meridiana. Una considerazione che si traduce, in concreto, in una delibera che prevede un contributo sulla retta di 29 euro giornaliere per residente. Scelta che diventa ancora più concreta per le famiglie degli ospiti, con il passaggio da 98 a 93 euro del costo quotidiano per la degenza. Una bella boccata di ossigeno anche per La Meridiana che, sino ad oggi, con una retta di 120 euro, si è accollata la differenza per abbassare a 98 euro il costo a famiglia. «Una novità -spiega Roberto Mauri - di cui siamo grati e una decisione di grande importanza per il futuro della lotta all’Alzheimer». Di fatto, l’abbassamento della retta, per le famiglie sarà operativo dal prossimo mese di marzo.

Fontana, nel suo tour al villaggio aperto dall’estate 2018 (47 i residenti attuali, si arriverà sino a 64 persone) e che rappresenta una innovazione nell’approccio e nella presa in carico delle persone con gravi disturbi cognitivi, è stato accompagnato dal suo vice, Fabrizio Sala, da Luigi Cajazzo, direttore generale Welfare Lombardia, da Silvano Casazza, direttore generale Ats Brianza, dal sindaco di Monza Dario Allevi e da Emanuele Monti, consigliere regionale e presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali Regione Lombardia. A guidare nel tour la delegazione istituzionale, oltre a responsabili e operatori de “Il paese ritrovato”, anche esponenti del Comitato di garanzia dei donatori, con le importanti famiglie di imprenditori della Brianza (Rovati, Fontana e Fumagalli) che hanno creduto da subito nel progetto, finanziandolo in gran parte, e continuando a sostenerlo, con una presenza costante.

Oltre all’annuncio riguardo alla convenzione con Regione Lombardia, lo staff di Meridiana, ha presentato i primi dati, pur provvisori, riguardo agli effetti del progetto sui residenti del borgo.Bisognerà comunque attendere due anni prima di vere indicazioni scientifiche appropriate; nel frattempo, agli operatori è evidente che i residenti mostrano un incremento del tempo attivo, sia delle attività motorie sia di quelle relative al bricolage. In loro è migliorato anche il tono dell’umore e la socializzazione. Ridotte anche le problematiche comportamentali e soprattutto l’uso dei farmaci, in un vero e proprio borgo dove la vita scorre in una ritrovata comunità per molti residenti.


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