Il mondo della ristorazione protesta sotto la sede della Regione Lombardia
I ristoratori davanti a palazzo Lombardia a Milano

Il mondo della ristorazione protesta sotto la sede della Regione Lombardia

Manifestazione davanti a Palazzo Lombardia da parte degli imprenditori del mondo della ristorazione, per sollecitare attenzione alla loro categoria, in una fase delicata.

Lavoratori della ristorazione, provenienti da tutte le Province della Lombardia, si sono ritrovati martedì 9 marzo a Milano, dove hanno inscenato una manifestazione davanti a Palazzo Lombardia, sede della giunta regionale guidata da Attilio Fontana, per sollecitare attenzione alla loro categoria, in una fase delicata come quella che stiamo vivendo. «Eravamo poco più di un centinaio - commenta Salvatore Bongiovanni, delegato regionale del Movimento Imprese Ospitalità e titolare dello Shaker Club Cafè di via Medici a Seregno -. La presenza è stata forse ridotta, ma comunque un po’ tutte le sigle del settore sono state rappresentate e, credo, un po’ le normative che limitano in questo momento gli spostamenti abbiano influito. La finalità era quella di porre l’accento sulla necessità che tutti rispettino le regole, anche quelle non condivisibili che ci stanno penalizzando, e che si pensino interventi per circoscrivere l’abusivismo, oggi più che mai inaccettabile». I presenti hanno avuto la possibilità di un confronto con Guido Guidesi, assessore regionale allo Sviluppo economico, e con Gianmarco Senna, consigliere regionale, entrambi esponenti della Lega.

Salvatore Bongiovanni, a destra, con il varedese Giuseppe Arditi a Milano

Salvatore Bongiovanni, a destra, con il varedese Giuseppe Arditi a Milano

«A loro - prosegue Bongiovanni - abbiamo sottolineato che la nostra è una protesta apolitica, che non vuole avere come bersaglio un partito. La Regione per noi è il riferimento istituzionale più opportuno cui rivolgerci, tanto più ora che le forze che la amministrano, in parte, compongono il nuovo governo che sostiene il premier Mario Draghi».
Proprio a Draghi e Fontana è indirizzato un elenco di richieste che la categoria ha ufficializzato nella circostanza, per favorire un rilancio dell’ambito della ristorazione e dei pubblici esercizi e la sua uscita dalla crisi: qui troviamo una riduzione proporzionata del pagamento della contribuzione del costo del lavoro, delle tasse e delle utenze, l’allungamento dei tempi di tutti i versamenti nei confronti di istituti bancari ed amministrazioni, una moratoria della legge Bersani per il criterio delle aperture dei pubblici esercizi nei centri urbani, nuovi regolamenti in materia di occupazione di suolo pubblico e tassa dei rifiuti, per favorire un abbattimento delle tariffe, e quindi la già citata lotta all’abusivismo.

«Inoltre - ha concluso Bongiovanni -, al di fuori del contesto di questa manifestazione, il Movimento Imprese Ospitalità ha elaborato un piano per la ripresa economica del comparto, rivolto al nuovo governo. Tra le istanze, abbiamo evidenziato che gli indennizzi agli operatori dovranno essere calcolati sulle effettive perdite di fatturato e ricomprendere tutte le aziende, oltre ad essere erogati con rapidità».


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