Il frutteto di Villa Greppi torna a vivere con piante e filari di vite
monticello i frutti del parco, il frutteto di villa greppi (Foto by Lorenzo Perego)

Il frutteto di Villa Greppi torna a vivere con piante e filari di vite

I lavori sono iniziati e sembra già di sentirli, i profumi e i sapori de “I frutti del Parco”. È il progetto di percorso botanico per ricreare il tipico paesaggio collinare brianzolo.

I lavori sono iniziati e sembra già di sentirli, i profumi e i sapori de “I frutti del Parco”. Nel declivio che si stende ai piedi di Villa Greppi, a Monticello Brianza, tornerà a vivere il percorso botanico che storicamente ha caratterizzato la zona, riproponendo quello che è sempre stato il tipico paesaggio collinare brianzolo, in parte perso nel corso del XX secolo.

Torneranno a radicarsi filari di vite e alberi da frutto. Si tratta di un ampio piano di intervento, nato dalla collaborazione tra il consorzio brianteo Villa Greppi (di cui fa parte anche Besana Brianza) ed Enaip Lombardia. Le prime piantumazioni sono già state effettuate, prossimamente è prevista la sistemazione del muro di contenimento che sostiene le balze e, come ultimo passo per chiudere il quadro di intervento, è prevista un’attività di divulgazione che getti luce sull’importante opera (sono previste visite al percorso botanico e alla raccolta dei frutti, iniziative per scuole ma anche per adulti).

«Questo progetto – spiega Marta Comi, presidente del Consorzio Brianteo Villa Greppi – è il risultato della proficua collaborazione con Enaip Lombardia, nata ormai anni fa e che contemporaneamente permette al Consorzio di avere un importantissimo aiuto nella manutenzione e nell’abbellimento del parco storico, e a Enaip di far sperimentare agli studenti direttamente sul campo quanto appreso nelle aule di scuola. Ringrazio la Fondazione della Provincia di Lecco che, sostenendo il progetto di Enaip, ci permette di riqualificare un’area del parco».

Il finanziamento del progetto arriva infatti per il 50% dalla Fondazione comunitaria del lecchese onlus; la restante parte è affidata alla donazione di terzi. «È una bella opportunità – aggiunge Elia Galbusera, agronomo del Consorzio e docente Enaip – Pensata per recuperare funzionalmente una parte del parco dal grande valor paesaggistico, restituendole la storica funzione agricola e aggiungendone una didattica e divulgativa».


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