Il Concilio e la missione nel mondo

Due Papi che segnarono il ’900

Il Concilio e la missione nel mondo  Due Papi che segnarono il ’900

Due papi che diventano santi nello stesso giorno. A memoria d’uomo, almeno vivente, non se ne ha traccia e ricordo e già questo è un evento eccezionale. Che diventa storico, al di là del clamore e del dispiegamento mediatico a livello planetario che l’avvenimento sta provocando

Due papi che diventano santi nello stesso giorno. A memoria d’uomo, almeno vivente, non se ne ha traccia e ricordo e già questo è un evento eccezionale. Che diventa storico, al di là del clamore e del dispiegamento mediatico a livello planetario che l’avvenimento sta provocando, in quanto ad essere proclamati santi sono due pontefici che, invece, sono ben presenti, nella memoria delle generazioni ancora viventi, e di conseguenza dell’umanità intera.

Il bergamasco e il polacco

Giovanni XXIII, il bergamasco di Sotto il Monte Angelo Roncalli, e Giovanni Paolo II, il polacco di Wadowice (nei pressi di Cracovia) Karol Wojtyla saranno canonizzati domenica 27 aprile in piazza San Pietro dal loro successore Papa Francesco che ha voluto fortemente questa celebrazione, accelerando i tempi delle conclusioni delle relative cause.

Il fatto poi che abbia scelto per la ‘santificazione’ dei due pontefici la prima domenica dopo Pasqua, dedicata alla Divina Misericordia ed istituita proprio da Giovanni Paolo II è particolarmente se non assolutamente indicativo di quale sia la considerazione più che la percezione che Papa Francesco ha della grandezza, del valore, del ‘messaggio’ che i due nuovi ‘santi’ hanno saputo e ancora di più possono trasmettere dentro e fuori la Chiesa.

La misericordia è infatti la prima ‘parola d’ordine’ del suo pontificato che Francesco ha annunciato al mondo nel primo Angelus (17 marzo) dopo la sua elezione quattro giorni prima, citando in proposito un libro del cardinale Walter Kasper “Misericordia. Concetto fondamentale del vangelo – Chiave della vita cristiana” (Queriniana, Brescia 2013).

Misericordia è un termine che Papa Francesco ha poi continuamente ripetuto e che dunque costituisce la ‘cifra’ della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II nel ritenerli entrambi perfetti interpreti e testimoni di quel che con Kasper considera il ‘concetto fondamentale del Vangelo, la chiave della vita cristiana’.

Il contatto con la gente

E una lettura attenta dei due pontificati diventati esempi di santità evidenzia come pur in contesti storici e nondimeno ecclesiastici diversi, così come cronologici e di durata temporale, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II siano stati papi che hanno scelto, voluto, cercato, anzitutto e soprattutto, rompendo ogni schema e protocollo, consuetudine e prudenza, il contatto diretto con l’uomo, la gente, il popolo di Dio, senza differenze tra i vicini e i lontani, anzi spingendosi e proiettandosi verso questi ultimi nell’orizzonte di quelle ‘periferie’ umane (la prima visita ai carcerati di Roncalli) così come di quelle geografiche (i 104 viaggi in tutto il mondo di Wojtyla) tanto care proprio a Francesco. Che ne sta seguendo e addirittura accrescendo in misura esponenziale, l’esempio e la strada.

La riprova di questa empatia tra i due papi e la gente, generata proprio da un atteggiamento costante e continuo di misericordia proprio dell’incarnazione del comandamento di Gesù ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’ la si è avuta nella circostanza della scomparsa dei due papi santi.

La memoria torna infatti alle immagini del 3 giugno 1963 con la piazza san Pietro invasa dalla folla che si inginocchia sui sampietrini bagnati non appena si è diffusa la notizia che il ‘Papa buono’ si sta spegnendo.

Quel papa che otto mesi prima, l’11 ottobre del 1962, giorno dell’apertura del Concilio Vaticano II aveva pronunciato il famoso discorso della luna, quello della ‘carezza del Papa’ da portare a casa ai bambini ma anche del profetico saluto ‘Addio figlioli’. La stessa memoria che, più di quarant’anni dopo, il 2 aprile del 2005, vede di nuovo riunita la folla dei fedeli nella stessa piazza per le ultime ore della straziante agonia di Giovanni Paolo II che morente manda a dire ‘Vi ho cercato. Adesso voi siete venuti da me. Vi ringrazio’ e quindi, quando tutto ormai è compiuto sussurra ‘Lasciatemi andare alla casa del Padre’.

Dal Concilio al Terzo millennio

La popolarità e soprattutto la venerazione di cui sia Papa Giovanni XXIII che Papa Giovanni Paolo II hanno goduto e godono, il primo tra le generazioni dei nostri nonni e genitori, il secondo tra la nostra e quella dei nostri figli, è dovuta però e anche alle loro grandi, coraggiose e sorprendenti iniziative che hanno segnato in modo indelebile e incancellabile la storia della seconda parte del Novecento. Sia dentro che fuori della Chiesa.

Papa Giovanni

Giovanni XXIII è infatti il Papa che con il Concilio Vaticano II riporta la Chiesa dentro la scena del mondo confrontandosi direttamente con una umanità uscita da due conflitti mondiali e devastanti ed in cerca di pace e di fratellanza da ritrovare.

Karol Wojtyla

Giovanni Paolo II è il Papa che accompagna e trascina la Chiesa, proprio sulla strada del Concilio, sin dentro il Terzo Millennio, proprio per ‘Varcare la soglia della speranza’ come auspicava nel libro-intervista con Vittorio Messori dal medesimo titolo (Mondadori 1994).

E’ anche il Papa che determina con la sua stessa elezione e la conseguente azione il crollo del comunismo identificato con la caduta del Muro di Berlino nel 1989. E’ il Papa che intuisce e affronta il pericolo di nuove guerre in nome delle religioni a seguito dell’esplosione del fondamentalismo islamico.E infine c’è un luogo particolare e altamente simbolico che lega i due papi santi con chi di fatto li ha voluti insieme domenica prossima, ovvero Papa Francesco, e si tratta di Assisi.

Assisi: un luogo che unisce

Assisi dove Giovanni XXIII si recò in treno (con tappa anche a Loreto) il 4 ottobre del 1962 una settimana prima dell’apertura del Concilio (primo viaggio di un pontefice fuori dal Vaticano) e dove Giovanni Paolo II (che al Concilio aveva partecipato come giovane vescovo ausiliare di Cracovia) nel 1986 volle incontrare i rappresentanti di tutte le religioni del mondo (ripetuto poi nel 1993 e nel 2001) e dove dopo Benedetto XVI (2011), si è recato anche Papa Francesco (4 ottobre 2013).


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