Il comitato di Sant’Albino protesta con i cartelli contro Asfalti Brianza
Un momento della protesta con i cartelli

Il comitato di Sant’Albino protesta con i cartelli contro Asfalti Brianza

Il comitato Sant'Albino ha inscenato una protesta davanti alla sede di Asfalti Brianza. Il flashmob è stato caratterizzato da una serie di cartelli per dire “basta” agli odori molesti che si respirano nella zona.

L’aria non è inquinata dai miasmi di Asfalti Brianza, almeno secondo i rilevamenti dell’Arpa (che verranno resi noti probabilmente a luglio), ma il comitato di Sant’Albino venerdì 19 giugno sera, ha organizzato un flashmob davanti all’impianto di bitume di Concorezzo per dire basta a questa situazione. I componenti del gruppo cittadino si sono presentati con in mano i cartelli di protesta per dire basta agli odori molesti che ogni sera si respirano nei quartieri vicino all’azienda che sorge sulla Sp Milano-Imbersago.

La sede di Asfalti Brianza

La sede di Asfalti Brianza

Il comitato oltre a protestare ha condotto una lunga diretta Facebook dando voce a tutti i residenti del gruppo e il sodalizio guidato da Paolo Teruzzi ha esposto i suoi cartelli che componevano la scritta “Asfalti Brianza ci avvelena…ora basta”. Un modo indiretto per chiedere la chiusura dello stabilimento concorezzese che incide anche su alcune zone di Monza, Brugherio e Agrate durante le notti in cui è attiva la produzione di asfalto. Nel corso della lunga diretta di venerdì sera è intervenuto anche l’assessore ai Lavori pubblici di Monza Simone Villa che ha ribadito come «per un Comune non sia facile emettere un’ordinanza di chiusura di una fabbrica se non vi sono dati certi sull’inquinamento dell’aria. Tutti gli enti e le istituzioni coinvolte stanno lavorando per risolvere il problema».

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Sulla questione è intervenuta anche Vivi Concorezzo, forza d’opposizione in consiglio comunale. «La crescente preoccupazione, ormai diventata esasperazione dei residenti, di Concorezzo e dei paesi limitrofi, per i miasmi prodotti da Asfalti Brianza, deve trovare una risposta definitiva e immediata – ha detto la lista rappresentata da Carmen Trussardi e Chiara Colombini -. Capiamo molto bene le ragioni, i disagi e le preoccupazioni dei residenti, anche perché alcuni componenti del nostro gruppo abitano nella zona interessata dai miasmi. Allo stesso modo però, onestà intellettuale ci impone di riconoscere che il sindaco di Concorezzo Mauro Capitanio in questi mesi non è rimasto fermo. Evidentemente la questione è più complessa di quello che si pensa, non fosse altro che, nonostante la rilevanza degli attori intervenuti nella vicenda (sindaci, prefetto, questore, carabinieri...) ancora non si sia giunti a una soluzione definitiva».

Un altro momento di protest

Un altro momento di protest


Allo stesso tempo però il gruppo politico attende risposte immediate per risolvere il problema. «Anche la pazienza, però ha un limite. Ci sono degli appuntamenti importanti a giugno, che contiamo possano mettere definitivamente la parola fine a questa odissea. Questo è l’impegno che ha preso il sindaco davanti ai cittadini. Ma sia chiaro che non saremo più disposti a passare un’altra estate a respirare fumi!» ha sottolineato Vivi Concorezzo. Nel frattempo anche il gruppo di opposizione della Rondine in consiglio comunale a Concorezzo è andato all’attacco dell’amministrazione Capitanio dicendo che «chi di dovere, piuttosto che spendersi in generiche rassicurazioni di circostanza, dovrebbe velocizzare il completamento delle analisi in questione, per dare modo ai cittadini di vederci chiaro. Per quel che ci riguarda, studieremo le relazioni tecniche una volta che saranno completate e non mancheremo di tornare sull’argomento». La vicenda sembra ancora lontana dal suo epilogo.


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