Ha ritrovato più di un migliaio di animali smarriti: storia di Said Beid, il pet detective
Monza Said Beid pet detective

Ha ritrovato più di un migliaio di animali smarriti: storia di Said Beid, il pet detective

Quando viene pubblicato un annuncio per un animale smarrito, il nome di Said Beid è quello più consigliato per arrivare a un lieto fine. Ma chi è e cosa fa un pet detective? Questa è la sua storia.

Lo chiamano da tutta Italia, ma anche dalla Francia, dalla Svizzera e dall’Albania. Said Beid, è un detective infallibile per la ricerca degli animali scomparsi. Il suo “fiuto” è qualcosa di innato che ha manifestato sin da bambino. Quando abitava a Casablanca, la capitale economica del Marocco, usciva di nascosto dai suoi genitori per andare a trovare i cani che facevano la guardia alle auto parcheggiate.

“Portavo da mangiare gli avanzi di carne che mi davano i macellai - racconta - e facevo amicizia con loro, li portavo in giro e tutti mi seguivano”.

I momenti più belli sono legati alle vacanze in campagna, a casa degli zii. “Uscivo sempre di notte o alla mattina prestissimo - continua - ed ero sempre circondato da animali. Chi mi vedeva mi chiamava il figlio della foresta. Osservavo gli animali liberi per capire i loro comportamenti e la loro psicologia. Cercavo di accaparrarmi i favori dei cani capobranco per essere, in un certo senso, protetto, ma amavo tutti gli animali: cavalli, asinelli, galli, galline, uccellini. Andavo nei villaggi a fare scambio di uova per poter allevare i pulcini”.

Un giorno ha deciso di lasciare la sua terra ed è approdato in Italia, prima in Piemonte, poi in Lombardia. E proprio in terra sabauda, Said si è messo in luce per essere l’“uomo che sussurrava ai cavalli”.

“Non c’erano ancora i social, ma sono finito sui giornali - racconta - mi trovavo a Carmagnola dove abita mia sorella. A un certo punto ho visto un gran trambusto, forze dell’ordine, gente spaventata. Erano scappati sei cavalli da una fattoria e nessuno sapeva che cosa fare. Mi sono offerto per risolvere la situazione. Ho cercato di risalire al capobranco e, nessuno ci crederà, era un pony bianco. Dopo averlo avvicinato e rassicurato, gli altri cavalli mi sono venuti dietro come dei cagnolini e ho riconsegnato tutti e sei gli animali al proprietario”.

Un incidente di percorso lo ha riportato sul suo cammino naturale, il lavoro con gli animali. “Facevo l’aiuto cuoco - racconta - e un brutto infortunio mi ha costretto a fermarmi. Passeggiavo spesso nel parco di Monza ed ero attratto dai cavalli. Sono diventato stalliere, poi fantino. Ho lavorato all’Ippodromo di san Siro a Milano e ho vinto anche delle gare. Nel frattempo, ho fatto il corso per diventare addestratore cinofilo e mi sono specializzato nell’educazione dei cani difficili. Sono riuscito a salvare dalla soppressione un cane che aveva morso quattro persone. Aveva alle spalle un passato complicato e pian piano sono riuscito a trasformarlo”.

Sono proprio i cani che hanno conosciuto una vita di stenti quelli che per lo più sfuggono ai proprietari. E sulle loro tracce si mette Said.

“Sono animali che nella maggior parte dei casi provengono dai canili del Sud - sottolinea -spesso maltrattati, abbandonati, allontanati dalla mamma troppo presto e per questo non sono per nulla socievoli, ma sono paurosi e diffidenti. Prima di essere dati in adozione dovrebbero seguire uno specifico percorso di educazione e di inserimento. Invece, vengono affidati così sui due piedi e i nuovi proprietari, seppur animati dalle migliori intenzioni, se li vedono sfuggire. Questi cani non sopportano i guinzagli e le pettorine. Se li sfilano come niente e scappano via. Sono gli animali più difficili da rintracciare”.

Eppure, in tre anni ha recuperato più di un migliaio di animali non solo cani ma anche gatti, pappagalli, galline, volpi, oche, conigli.
“Purtroppo non riesco a rispondere a tutte le richieste - rimarca - a quelle che arrivano più da lontano do consigli”.

Ad aiutarlo vi sono dispositivi tecnologici e una cagnetta molecolare, Adele, appositamente addestrata. Di recente ha salvato nelle vicinanze di Merate un grosso cane pesante 30 chili caduto in un burrone, la cui proprietaria nel tentativo di riportarlo in salvo era precipitata anch’essa nel vuoto restando a lungo appesa a un tronco. Inoltre, sta collaborando con il gattile “Mondo gatto” di Milano per recuperare i felini delle diverse colonie che dovranno essere sterilizzati e successivamente liberati. Said può essere contattato sulla sua pagina Facebook.


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