Green pass, l’associazione Apmarr (malattie reumatologiche e rare) chiede tutele anche per spiagge e stabilimenti balneari
Spiaggia costa Abruzzo

Green pass, l’associazione Apmarr (malattie reumatologiche e rare) chiede tutele anche per spiagge e stabilimenti balneari

L’associazione nazionale Persone con malattie reumatologiche e rare (Apmarr) si è rivolta direttamente al ministro della Salute e al presidente della Conferenza Stato Regioni per chiedere l’introduzione della certificazione anti Covid anche per accedere agli hotel e agli stabilimenti balneari.

Tutele ancora più estese nelle richieste dell’associazione nazionale Persone con malattie reumatologiche e rare (Apmarr) che si è rivolta direttamente al ministro della Salute, Roberto Speranza, ai sottosegretari Andrea Costa e Pierpaolo Sileri e al presidente della Conferenza Stato Regioni, Massimiliano Fedriga, per chiedere l’introduzione della certificazione anti Covid anche per accedere agli hotel e agli stabilimenti balneari.

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«Chiediamo che si creino delle vere e proprie bolle Covid free a tutela delle persone con patologie croniche autoimmuni, che hanno un sistema immunitario più fragile e sono quindi maggiormente esposte a rischio di contagi – ha spiegato Antonella Celano, presidente dell’associazione - Abbiamo anche noi diritto, come il resto degli italiani, di goderci un periodo di vacanza e riposo, ma avvertiamo l’assoluta necessità di farlo in sicurezza, adottando tutte le precauzioni per prevenire qualsiasi tipo di rischio di contagio che, in noi pazienti con patologie croniche autoimmuni, può avere conseguenze gravi».

Sono un milione e mezzo gli italiani che soffrono di una malattia autoimmune o autoinfiammatoria, cinque milioni quelli che convivono con un sistema immunitario più fragile.

«Molti di noi non hanno potuto vaccinarsi a causa delle proprie patologie, altri seppur vaccinati possono contare su un sistema immunitario deficitario. Per questo è importante che si creino zone Covid free nelle strutture ricettive e balneari italiane, dove l’accesso sia regolato esclusivamente attraverso il Green pass, che prevede il completamento del ciclo vaccinale, la guarigione dal Covid-19 o un tampone negativo eseguito nelle 48 ore precedenti la partenza per le vacanze. La disponibilità del vaccino – conclude Antonella Celano – è un’opportunità che ciascuno ha il dovere di cogliere per riprendere al più presto la nostra vita sociale e le attività, senza penalizzare ancora di più le categorie più fragili».


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