Green pass e Digital Covid Certificate: come averli e a cosa servono
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Green pass e Digital Covid Certificate: come averli e a cosa servono

Un invito a un matrimonio che richiede il green pass: cos’è? Chi può averlo e come? I certificati verdi sono validi solo sul territorio nazionale e fino all’entrata in vigore del Digital Green Certificate dell’Unione europea.

Cosa sono le certificazioni verdi Covid-19 e il Digital Covid Certificate? Il primo, detto anche green pass, è rilasciato a livello regionale e permette di certificare la condizione - vaccinale o di avvenuta guarigione - che consente nell’ambito nazionale di viaggiare ma anche di partecipare alle cerimonie: dal 15 giugno, in Italia in zona gialla anche al chiuso nel rispetto di protocolli e linee guida specifiche e con la prescrizione che i partecipanti ne siano muniti. Serve anche per le visite agli anziani nelle case di riposo.

I certificati verdi sono validi solo sul territorio nazionale e fino all’entrata in vigore del Digital Green Certificate (attivato l’1 giugno, in vigore dall’1 luglio), che verrà invece emesso da una piattaforma nazionale, alimentata con i dati trasmessi dalle Regioni.

Cosa certificano. Le certificazioni verdi sono rilasciate per attestare tre condizioni: aver completato la vaccinazione anti-SARS-CoV-2; essere guariti da Covid-19, con cessazione dell’isolamento; aver effettuato un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2.
Il test sierologico non è un test previsto per il rilascio della certificazione verde.

Le tre certificazioni verdi Covid-19 hanno tempi di validità e modalità di rilascio differenti. Il decreto Recovery in vigore dall’1 giugno stabilisce che il green pass Covid si può ottenere anche dal fascicolo sanitario elettronico, dalle app Io e Immuni, si potrà scaricare anche tramite medico di base, pediatra o dal farmacista. Per chi non ha Spid ci sarà un codice inviato via mail o sms - abbinato alle ultime 8 cifre e alla scadenza della tessera sanitaria.

Ciclo vaccinale completato. La certificazione di avvenuta vaccinazione ha una validità di sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale ed è rilasciata, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria o dal sanitario che effettua la vaccinazione, al momento stesso dell’effettuazione dell’ultima dose prevista. La certificazione è disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato.
Coloro che abbiano già completato il ciclo di vaccinazione alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 52 del 2021 possono richiedere la certificazione verde Covid-19 alla struttura che ha erogato il trattamento sanitario o alla Regione o alla Provincia autonoma in cui ha sede la struttura stessa.

Avvenuta guarigione. La certificazione verde Covid-19 per avvenuta guarigione ha una validità di sei mesi dalla guarigione stessa ed è rilasciata, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero o, per i pazienti non ricoverati, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, ed è resa disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato. La certificazione cessa di avere validità se, nell’arco dei sei mesi previsti, l’interessato viene nuovamente identificato come positivo al SARS-CoV-2. Le certificazioni di guarigione rilasciate precedentemente alla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 52 del 2021 sono valide per sei mesi a decorrere dalla data indicata nella certificazione, salvo che il soggetto venga nuovamente identificato come caso accertato positivo;

Tampone negativo. La certificazione verde Covid-19 per tampone negativo ha una validità di 48 ore dall’esecuzione del test ed è prodotta, su richiesta dell’interessato, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche, da quelle private autorizzate o accreditate e dalle farmacie che svolgono i test previsti o dai medici di medicina generale o pediatri di libera scelta.

“Le certificazioni verdi Covid-19 rilasciate in conformità al diritto vigente negli Stati membri dell’Unione europea e quelle rilasciate in uno Stato terzo a seguito di una vaccinazione riconosciuta nell’Unione europea e validate da uno Stato membro dell’Ue sono riconosciute come equivalenti a quelle nazionali e valide se conformi ai criteri definiti con circolare del Ministero della salute”, spiega il Governo.

In Europa. In Italia il green pass è previsto per gli spostamenti tra regioni arancioni o rosse, all’1 giugno non presenti e con dati in miglioramento per tutto il paese. Ma è la prova in vista dell’entrata in vigore, da luglio, del Digital Covid Certificate dell’Unione Europea per facilitare la circolazione dei cittadini tra i diversi Paesi dell’Unione Europea: un documento “che sia interoperabile a livello europeo, attraverso un codice a barre bidimensionale (QRcode), verificabile attraverso dei sistemi di validazione digitali, associato ad un codice identificativo univoco a livello nazionale”.
La definizione di dati e regole comuni, che devono essere utilizzate per l’emissione dei certificati nei 27 Paesi dell’Unione Europea, accompagna lo sviluppo di piattaforme e strumenti informatici adeguati. Sarà gratuito e in italiano e inglese e, per la Provincia Autonoma di Bolzano, anche in tedesco.

Un’altra finalità del Digital Covid Certificate è la riduzione delle falsificazioni dei certificati. Il possesso di uno dei certificati non rappresenta un prerequisito per viaggiare, ma agevola gli spostamenti.


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