Gli ambientalisti contro il Milano Monza Motor Show: «Manifestazione anacronistica e contraddittoria»
Il rendering di come apparirà l’autodromo di Monza nei giorni del Milano Monza Motor Show

Gli ambientalisti contro il Milano Monza Motor Show: «Manifestazione anacronistica e contraddittoria»

Trentasei associazioni e comitati di ambientalisti contro le modalità scelte per l’organizzazione del Milano Monza Open-Air Motor Show: “Manifestazione anacronistica, occorre diminuire il tasso di motorizzazione privata, non incentivarla”

La definiscono una «contraddizione di ospitare e patrocinare un evento come questo: da una parte si incentiva direttamente l’acquisto dei prodotti “di oltre 50 brand costruttori”, trasformando lo spazio pubblico in un autosalone privato; dall’altra Milano tenta di promuovere la sua immagine nazionale e internazionale di città sostenibile e attenta alle esigenze di sicurezza e benessere dei cittadini di tutte le età e le abilità». Così le associazioni ambientaliste di Milano e Lombardia (ma non solo) lanciano un lungo anatema contro il Mimo, il Milano Monza Motor show che si terrà a Milano e a Monza da giovedì 10 fino a domenica.

Le autorità presenti alla conferenza stampa di presentazione del Mimo: era il dicembre 2019

Le autorità presenti alla conferenza stampa di presentazione del Mimo: era il dicembre 2019

L’elenco delle associazioni che ha firmato il documento è lunghissimo e comprende anche diverse realtà di Monza: Legambiente Lombardia, Legambici - Legambiente per la mobilità attiva e la ciclabilità APS Milano, Circolo Legambiente A.Langer Monza, Genitori Antismog APS, Rete Vivinstrada, Famiglie senz’auto, MobiGe - Genova, Cittadini per l’Aria, Bike to School, FIAB Milano Ciclobby, Extinction Rebellion Milano, Ciclisti Urbani Rimini, #Genovaciclabile, #salvaiciclisti Bologna, Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova, Massa Critica Genova, Rinascimento Genova, Massa Marmocchi Milano, Vas Verdi ambiente e società, Coordinamento BiciPace, Fiab MonzainBici, Ecodallecitta.it, Campagna Strade Scolastiche, Comitato Parco di Monza, Comitato “Villa Reale è anche mia”, Greenpeace Italia, Associazione Salvaiciclisti Roma APS, Kyoto Club, AMoDo - Alleanza Mobilità Dolce, Ciclostile - ciclofficina popolare del Centro Sociale Bruno di Trento, Fridays for Future Milano, Fondazione Luigi Guccione Onlus, Marco Pietrobono Onlus, AIFVS Associazione Vittime della Strada, hub.MAT APS e Fondazione Michele Scarponi Onlus

Come saranno le vie del centro di Milano

Come saranno le vie del centro di Milano

«Per rendere le città sostenibili, sicure, vivibili per tutte le persone, occorre diminuire il tasso di motorizzazione privata, non incoraggiarlo con iniziative che vanno in contraddizione con le linee guida del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) approvato dallo stesso Comune di Milano nel 2020» scrivono le associazioni. «Se vogliamo uno spazio pubblico più democratico e inclusivo dobbiamo cambiare il modello di mobilità. Sempre meno auto private, più spazio alle persone, a partire dai minori, dagli anziani e dalle persone diversamente abili; sempre più spostamenti con veicoli a emissioni realmente zero, sempre più condivisi, collettivi, silenziosi e sicuri - continuano le sigle ambientaliste -. Le auto sono inoltre armi improprie: quando non rimangono bloccate in un ingorgo diventano sempre più veloci e letali: nel 2019 a Milano sono morte 34 persone, con oltre 10.000 feriti, per un totale di oltre 8.000 incidenti. Pensando alla salute delle giovani generazioni, mai come in questo periodo storico i bambini si muovono così poco: il 73% dei bambini italiani è accompagnato a scuola in auto, anche per brevi tratti, con ripercussioni negative sulla salute psico-fisica, sull’autostima e sulla loro futura indipendenza. Alti sono i costi sanitari e sociali legati all’inquinamento della città (perdita di anni di vita e di giornate di lavoro). L’aria della Pianura Padana è pesantemente contaminata da pericolosi inquinanti prodotti da fonti diverse».

La locandina dell’evento

La locandina dell’evento

«Serve invece più coerenza - concludono -: Milano non può sostenere la sua immagine green e sostenibile se al contempo patrocina un evento come il Milano Monza Open-Air Motor Show. Piuttosto, promuova in sede regionale e nazionale il modello di Città 30 Km/h: una città efficiente, sana, produttiva e sicura per tutte le età e le abilità, con sempre più trasporto collettivo, uscendo dalla logica di città parcheggio e autodromo o, come in questo caso, di città autosalone. Le associazioni chiedono al governatore della Regione Lombardia e ai sindaci di Milano e Monza di ripensare al sostegno concesso a una manifestazione anacronistica come questa, che contribuisce a promuovere la necessità della motorizzazione di massa, ormai fuori dalla storia: perfino in Italia il Motor Show di Bologna ha da tempo cessato la sua programmazione, mentre in seguito alle contestazioni il Salone dell’Automobile di Francoforte non si terrà più nella città che a lungo lo ha ospitato. Il pomeriggio di sabato 12 giugno le associazioni invitano tutti i cittadini a visitare il Motorshow in modo consapevole e critico, cercando i QRCode che spiegano i reali effetti di una motorizzazione indiscriminata, per mostrare che un altro mondo (e modo di spostarsi) è possibile».


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