Giornata della memoria, a Lissone terza pietra d’inciampo dedicata a De Capitani
La posa della prima pietra d’inciampo a Lissone

Giornata della memoria, a Lissone terza pietra d’inciampo dedicata a De Capitani

Ufficializzata l’intitolazione, la posa avverrà, causa Covid, nei prossimi mesi. Nell’attesa il sindaco Monguzzi e l’assessore alla cultura Alessia Tremolada disegneranno sull’asfalto una mattonella, colorandola con gessetti

Mercoledì 27 gennaio il Comune di Lissone celebrerà la Giornata della Memoria con una cerimonia inevitabilmente ristretta alle sole autorità istituzionali. Ufficializzata la terza Pietra d’Inciampo in memoria di Gian Franco De Capitani, ma la posa avverrà nei mesi successivi, causa Covid.

Previsto un momento simbolico: mercoledì 27 gennaio, il sindaco e una delegazione rappresentativa della città saranno presenti in via Dante (Stadio Brugola) dove ricorderanno la figura di Mario Bettega, per poi spostarsi in via Matteotti dove ricorderanno Attilio Mazzi (a loro furono dedicate le due pietre d’Inciampo nel 2019 e 2020). La delegazione proseguirà in via Padre Reginaldo Giuliani, dove verrà ricordato Gian Franco De Capitani da Vimercate. In attesa di collocare la Pietra d’inciampo, il sindaco Concettina Monguzzi e l’assessore alla cultura Alessia Tremolada disegneranno sull’asfalto una mattonella, colorandola con gessetti e indicando il nome della persona a cui verrà indicata.

“Una modalità volutamente effimera, destinata a scomparire nel giro di breve tempo, che ricorda proprio come nel periodo della Guerra le nostre libertà erano state cancellate” specifica l’assessore Tremolada.

Gian Franco De Capitani nasce a Lissone il 24 febbraio 1925, figlio di Giuseppe e di Carlotta Arosio. La famiglia, che abitava in via Umberto I (l’attuale via Padre Reginaldo Giuliani), era composta da altri cinque fratelli e quattro sorelle. Nell’autunno del 1943, gli agenti del regime convocano nella Casa del fascio (l’attuale Palazzo Terragni) Gianfranco e il padre Giuseppe, di idee socialiste. Per i fascisti Gianfranco è il figlio di un sovversivo. Su di lui, iniziano ad aumentare i controlli. Sabato 4 marzo 1944, ad appena 19 anni, viene fermato ad un posto di blocco tra Monza e Lissone: mentre è sul tram viene tratto in arresto e portato alla Villa Reale di Monza.

Matricola 57014, convoglio numero 32, Gian Franco viene deportato prima a Mauthausen, con un treno partito l’8 Marzo da Firenze, e poi nel sottocampo di Ebensee. Il 5 dicembre 1944, dopo nove mesi di prigionia, anche il fisico robusto di De Capitani viene stroncato. Nel 1965 la Provincia di Milano, nel 20° anniversario della Liberazione, conferisce ai parenti una medaglia d’oro alla memoria di Gian Franco, caduto per la libertà.


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