Giochi 2026: la Brianza e il nodo infrastrutture verso le Olimpiadi
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Giochi 2026: la Brianza e il nodo infrastrutture verso le Olimpiadi

Tutti sgomitano per avere un proprio pezzetto di tesoro. Il forziere è quello delle Olimpiadi invernali, la “X” si trova a Milano e a Cortina e c’è tempo fino al 2026 per accaparrarsene un pezzetto. E la Brianza?

Tutti sgomitano per avere un proprio pezzetto di tesoro. Il forziere è quello delle Olimpiadi invernali, la “X” si trova a Milano e a Cortina e c’è tempo fino al 2026 per accaparrarsene un pezzetto. Milano e Sondrio (con gli impianti della Valtellina) ne avranno una grossa fetta, Lecco (e in misura un poco inferiore anche Como) si prepara a mette in mostra il lago-gioiello per attrarre turisti; Bergamo con il sindaco dem Giorgio Gori sta puntando per le valli orobiche l’assegnazione di qualche gara delle Paraolimpiadi. Addirittura Cremona partecipa alla corsa all’oro mettendo sul piatto la sua antica tradizione liutaia.

Fra realizzazione di impianti, infrastrutture, servizi turistici e tutto ciò che serve a farle funzionare, le Olimpiadi invernali costeranno 1,362 miliardi di euro (243 milioni in infrastrutture sportive e il resto per costi operativi), stando al dossier presentato per la candidatura Milano-Cortina, e produrranno ricavi per 2,3 miliardi.

E la Brianza? A parte la “solita” candidatura per la Villa reale a vetrina di qualche evento (proposta buona per ogni occasione, non ultima l’Expo del 2015, ma mai seriamente presa in considerazione), il Monzese rischia di essere una mera terra di attraversamento verso gli impianti milanesi o del nord della Regione (o anche il Veneto, con l’Autostrada A4 che raccoglierà il flusso dei tifosi che arriveranno attraverso l’aeroporto di Orio al Serio che ha pronto il nuovo piano di sviluppo aeroportuale che sarà pronto proprio per le Olimpiadi). Le infrastrutture necessarie per collegare le sedi delle Olimpiadi passano da qui. Capitolo per capitolo, tutti i dossier aperti da qui al 2029.

Ss 36 Valassina: è il caso più spinoso. Si tratta dell’infrastruttura più fragile come dimostra il caos generato nell’ultimo fine settimana dalla chiusura, per la caduta di alcuni calcinacci nel traforo del Monte Barro. L’assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture Claudia Maria Terzi ha spiegato, in occasione dell’inaugurazione del ponte di Annone, che «aver già provveduto a convocare un Tavolo con le province e le realtà istituzionali del territorio che gravitano attorno alla Statale 36 per gestire gli interventi non più procrastinabili. La ’36’ è una strada particolarmente congestionata, che va messa in sicurezza e merita un’attenzione, anche economica, significativa». Si dovrebbe riunire il 16, questo Tavolo, sul quale è acceso anche il faro del Ministero delle Infrastrutture, dicastero oggi guidato dal penstastellato Danilo Toninelli. Il presidente della Provincia di Lecco Claudio Ususelli ha già auspicato un «restyling completo» della Valassina. Una strada che, appena finisce sotto i ferri, genera code e caos viabilistico.

Pedemontana: mancano da realizzare le tratte B2, C e D di cui è previsto l’arrivo a Osio Sotto (quest’ultima tratta, però, è in forte dubbio, potrebbe essere sostituita da una tangenziale di collegamento fra lo svincolo dell’A51 e l’A4). Le tratte di Pedemontana fino ad ora completate, ossia la A e la B1, sono state costruite grazie al contributo di 1,2 miliardi di euro dello Stato che ha anche già concesso una defiscalizzazione (in pratica uno sconto sulle tasse) di 349 milioni. Ma la costruzione dell’A36 quando potrà ripartire? Ad aprile la società concessionaria è riuscita a risolvere un altro grande problema: ha risolto, senza l’obbligo di pagare alcun risarcimento, il suo contenzioso con l’Ati (associazione temporanea d’impresa) guidata dal gruppo austriaco Strabag. Ora si attende che l’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) esprima il suo parere. Solo allora Pedemontana Spa potrà procedere con l’indizione del bando di gara pubblica per l’affidamento dei lavori per il completamento dell’autostrada a partire dalle tratte B2 e C ritenute prioritarie.

Metrotranvia: In teoria, nel 2026 dovrebbe essere pronta quella che collegherà Milano a Desio e Seregno. Ne è convinto l’assessore milanese Pierfrancesco Maran che l’ha inserita tra le opere strategiche di collegamento per il 2026. O oggi non si sa quando partiranno i cantieri.

Treni: «in vista del 2026 entreranno in servizio i 176 nuovi treni acquistati da Regione Lombardia. Trenord (o chi per essa, visto che si parla anche di una gara di appalto per scegliere il nuovo gestore del servizio) ha sempre dimostrato, al contrario dell’ordinario, una spiccata reattività nella gestione degli eventi straordinari (Expo, Gp di Monza, visita di Papa Francesco). Da questo punto di vista non dovrebbero esserci problemi. Diverso è il discorso della rete, a gestione Rfi: da Lecco fino alla Valtellina il binario è e resterà probabilmente unico. Come conciliare questo con la maggiore richiesta di corse?


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