Frecciarossa deragliato, indagati 5  dipendenti Rfi. I pendolari lombardi: «Sicurezza sui binari»
La scena dell’incidente

Frecciarossa deragliato, indagati 5 dipendenti Rfi. I pendolari lombardi: «Sicurezza sui binari»

Interrogatori a cura della Procura di Lodi per i cinque dipendenti di Rfi che nella notte prima del deragliamento del Frecciarossa 1000 erano al lavoro al posto movimento di Livraga e che sono indagati per disastro colposo. Intanto tutti i pendolari della Lombardia chiedono a gran voce più sicurezza sui binari.

Erano programmati per il pomeriggio di sabato 8 febbraio, negli uffici Polfer di Piacenza, gli interrogatori a cura della Procura di Lodi ai cinque dipendenti di Rfi che nella notte prima del deragliamento del Frecciarossa 1000 erano al lavoro al posto movimento di Livraga e che sono indagati per disastro colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Hanno tra i 30 e i 40 anni e l’azienda fornirà loro difensori di fiducia. Gli operai erano arrivati da Piacenza circa un’ora prima dell’incidente per fare un operazione di manutenzione sul tratto in cui è avvenuto il deragliamento. Gli inquirenti sono sempre più convinti che il problema sia stato un deviatoio, cioè lo scambio, lasciato sulla deviazione, quando avrebbe dovuto essere stato in posizione normale, per il tracciato principale. Mentre viaggiava a circa 300 chilometri orari il treno ha deviato verso sinistra lungo una deviazione che conduce a un deposito dei mezzi di manutenzione. Un errore umano, quindi.

L’iscrizione nel registro degli indagati è “un atto necessario per lo svolgimento, in forma garantita, degli accertamenti tecnici irripetibili”, spiega la Procura di Lodi. I consulenti, che riceveranno il formale incarico lunedì, dovranno svolgere, “al più presto, le attività irripetibili volte a accertare la funzionalità dello scambio e di tutti i dispositivi a esso collegati” riguardo al Frecciarossa deragliato.

Il Frecciarossa uscito dai binari vicino a Lodi

Il Frecciarossa uscito dai binari vicino a Lodi


Una tragedia che ha causato la morte dei due macchinisti Giuseppe Cicciù e Mario Di Cuonzo, alla guida del Frecciarossa diretto alla stazione di Salerno, e 31 feriti. Le immagini delle carrozze accartocciate hanno fatto subito andare la memoria a un’altra strage sulle rotaie, quella di Pioltello del 2018 quando il regionale Cremona Milano delle 5.43 all’altezza di Seggiano di Pioltello, dopo la stazione di Pioltello-Limito è deragliato dal binario a causa di uno spezzone di rotaia” di 23 centimetri” rotto. «È ancora troppo vicino e troppo nitido il ricordo di quella tragedia - hanno scritto i rappresentanti di tutti i comitati e gruppi pendolari in un documento diffuso ieri mattina -. E tutti noi ci sentiamo profondamente colpiti e tanto vicini sia alle famiglie dei due macchinisti deceduti e sia a tutti i feriti rimasti coinvolti. Crediamo che sia inconcepibile perdere la vita andando al lavoro o andando a scuola in una qualunque mattina. Oggi quello che più chiediamo maggiormente a gran voce è che il tema sicurezza sia al primo posto e che venga preso seriamente in considerazione senza più tralasciare nulla. È necessario che le forze politiche scendano in campo unite e determinare a risolvere la questione sicurezza della rete ferroviaria e investire fondi affinché ciò avvenga nel minor tempo possibile».

E mentre Cgil, Cisl e Uil hanno spiegato che «il sistema ferroviario in Lombardia ha visto raddoppiare la domanda di trasporto ferroviario in pochi anni sottoponendo il sistema ad uno stress superiore rispetto ad altre zone del paese», il governatore Attilio Fontana ha ribadito: «È assurdo tutto questo, sono sgomento davanti a immagini così terrificanti». Sul luogo del deragliamento anche il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli: «Impegno di Ferrovie dello Stato e di Rete ferroviaria italiana per analizzare le ragioni della tragedia».


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