Fgci, la sfida Tavecchio-Albertini

«Forza Demetrio, Besana è con te»

Fgci, la sfida Tavecchio-Albertini  «Forza Demetrio, Besana è con te»

Nella partita dell’estate, quella che lo vede contrapposto a Carlo Tavecchio, presidente della Lega nazionale dilettanti, per la poltrona di presidente della Federcalcio, Demetrio Albertini (oggi vicepresidente federale vicario, come il suo sfidante), può contare su un tifo scontato ma non per questo meno caloroso. Quello della Besana dove è nato quarantatré anni fa.

Nella partita dell’estate, quella che lo vede contrapposto a Carlo Tavecchio, presidente della Lega nazionale dilettanti, per la poltrona di presidente della Federcalcio, Demetrio Albertini (oggi vicepresidente federale vicario, come il suo sfidante), può contare su un tifo scontato ma non per questo meno caloroso. Quello della Besana dove è nato quarantatré anni fa.

E’ sul campo dell’oratorio di Villa Raverio, la frazione dove abitano ancora papà Cesare e mamma Giusy, che il campionissimo di Milan e Nazionale ha tirato i suoi primi calci al pallone, come i fratelli Alessio (oggi sacerdote e consulente ecclesiastico nazionale del Centro sportivo italiano) e Gabriele (direttore sportivo della Pro Sesto).

Ricorda bene quegli anni Gianni Sangiorgio, allora dirigente e allenatore della Villese: «Era un ragazzino bravo, buono e tranquillo. Fosse per me vince Albertini ma si sa che il calcio di oggi è marcio». Proprio su quello stesso campo oggi giocano i ragazzini dell’Asdo (Associazione sportiva dilettantistica oratoriana) Villa Raverio, presieduta da Lorenzo Pensabene.

L’ex assessore allo Sport ricorda ancora con grande piacere quando nel 1999 Demetrio accettò di partecipare alla prima “Festa dello sport”: «Era al Milan allora, e si prestò volentieri a partecipare a quella che è stata una grande festa di popolo. La nostra comunità di Villa, e Besana tutta sarebbero orgogliosissime di vedere Demetrio rivestire un ruolo così importante». «Ho conosciuto Albertini – dice il sindaco Sergio Cazzaniga - quando ha portato a Besana la Coppa del mondo, nel mio primo mandato. E’ stato un grossissimo evento che ha portato in città gente da tutti i paese vicini. Ovviamente sosteniamo tutti la sua candidatura: un besanese presidente sarebbe un motivo di orgoglio per tutti noi. Ha tutti i numeri per ricoprire il ruolo: è giovane, si spende da anni per la federazione, è molto sensibile al calcio giovanile e può rappresentare davvero il cambiamento che gli sportivi si auspicano. Visto poi le non brillantissime espressioni del suo competitor sugli stranieri e sulle donne…».

Tre anni fa Albertini era tornato nella sua Besana per inaugurare, al centro sportivo, la sede della sua scuola calcio nata in collaborazione con la Besana Fortitudo del presidente Vincenzo Cazzaniga, gli oratori della comunità pastorale Santa Caterina e il Comune. Alla cerimonia, coincisa con l’intitolazione del campo alla memoria di Peppino Villa, indimenticato presidente dell’Ac Besana, c’era anche il suo sfidante di oggi, Tavecchio, che di Villa era amico di lunga data. Così il presidente Cazzaniga:«Ormai i giochi sono fatti ma per me Tavecchio non è l’uomo giusto per il ruolo di presidente. Non lo voglio proprio. Metterei qualcuno al di sopra delle parti».


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