Ex Feltrificio Scotti a Monza: petizione contro i palazzi di dieci piani in vialone Battisti
La variante al progetto per il Feltrificio Scotti

Ex Feltrificio Scotti a Monza: petizione contro i palazzi di dieci piani in vialone Battisti

Parte la raccolta firme contro il progetto modificato per l’ex Feltrificio Scotti di Monza, dove sono previsti palazzi fino a dieci piani di altezza. Il comitato residenti ha aperto la petizione domenica 28 giugno raccogliendo immediatamente molte adesioni.

Sono bastate tre ore per raggiungere il primo obiettivo dei promotori: 100 firme contro i palazzi di dieci piani all’ex Feltrificio Scotti di Monza. La petizione è stata lanciata su change.org a metà pomeriggio domenica 28 giugno e intorno alle 18 erano già un centinaio le persone che avevano sottoscritto l’appello dei comitato dei residenti alla giunta. In sintesi: cambiate quel progetto.

QUI la petizione

Il progetto è quello che rivede il vecchio piano di intervento già approvato, spostando volumetria in altezza, raccontato in anteprima dal Cittadino dieci giorni fa. “No ai casermoni su viale Cesare Battisti di Monza” è il titolo della raccolta firme che si rivolge direttamente a sindaco, giunta e consiglio comunale. “Dal regicidio all’assassinio del paesaggio” è il sottotitolo: “A metà del viale storico Cesare Battisti, appena dietro le alberature, spunteranno tre ecomostri di oltre 32 metri ciascuno - scrive il comitato dei residenti - . Ciò in totale disarmonia con la zona più nobile di Monza e con la sua immagine, iconica, della Villa Reale sul fondo del Viale. Viale Cesare Battisti, vincolato con decreto ministeriale del 1965, è parte fondamentale della storia di Monza e ne verrebbe completamente snaturato il suo significato oltre che la sua forma e la visione prospettica di collegamento ideale con Vienna secondo i disegni originali del Canonica”.

GUARDA il progetto per l’ex Feltrificio Scotti

Un appello anche in difesa della ciminiera come uno degli ultimi retaggi della Monza industriale di un secolo fa e poi i numeri: “3 palazzoni di 10 piani (in realtà 2 da 10 e 1 da 9, ndr) più altri 4 edifici di 4, 3 e 2 piani, 30.000 metri cubi residenziali per oltre 140 abitazioni, privilegio di pochi e con un forte impatto ambientale su molti. Una ferita al patrimonio storico culturale e paesistico della città, che ne cambierà per sempre l’immagine”.


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