Ex carabiniere infedele con mezzo chilo di eroina arrestato dai colleghi di Monza - VIDEO
Il tenente colonnello Simone Pacioni e, sullo sfondo, il procuratore capo di Monza Luisa Zanetti (Foto by Roberto Magnani)

Ex carabiniere infedele con mezzo chilo di eroina arrestato dai colleghi di Monza - VIDEO

VIDEO - Hanno riguardato quasi esclusivamente un appuntato dei carabinieri infedele e nel frattempo congedato per degradazione dall’Arma le indagini dei colleghi militari di Monza che hanno portato mercoledì 22 maggio alla esecuzione di otto ordinanze cautelari, delle quali sette in carcere.

Hanno riguardato quasi esclusivamente un appuntato dei carabinieri infedele e nel frattempo congedato per degradazione dall’Arma le indagini dei colleghi militari di Monza che hanno portato mercoledì 22 maggio alla esecuzione di otto ordinanze cautelari, delle quali sette in carcere emesse dal Gip del tribunale di Monza Patrizia Gallucci ai danni di tre italiani e di cinque tunisini.

Numerosi i reati contestati a vario titolo che vanno dal peculato, alla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, all’accesso abusivo a sistemi informatici e telematici, alla rivelazione di segreto d’ufficio, al falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale, al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, alla ricettazione, al favoreggiamento personale e alla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

I fatti oggetto dell’indagine, condotta con comprensibili difficoltà emotive, trattandosi di un collega coinvolto, ma  con altrettanto evidente professionalità dai militari del Nucleo investigativo della caserma di via Volturno, si sono svolti nel 2017, tra aprile e ottobre quando, il 14, è scattato l’arresto dell’appuntato (che attualmente si trova in carcere), un 42enne all’epoca dei fatti in servizio alla Compagnia di Sesto San Giovanni, colto in flagranza di reato con mezzo chilo di eroina e quindi immediatamente sospeso dal servizio e successivamente, a luglio del 2018, definitivamente congedato.

Ma questo è stato l’epilogo: l’ex militare sarebbe infatti anche il responsabile di un furto di una carta d’identità smarrita dal proprietario e ritrovata dai carabinieri e conservata nella caserma dell’Arma di Sesto da restituire al titolare. Documento che avrebbe utilizzato, con la complicità di un altro italiano residente in Calabria, per poter accedere a un finanziamento a carico dell’ignaro intestatario del documento stesso per l’acquisto di un’auto della quale avrebbe poi denunciato falsamente il furto per incassare il premio assicurativo mentre in realtà la vettura sarebbe stata venduta all’estero.

Un raggiro per poter incassare del denaro e far così fronte - secondo quanto emerso dalle indagini - a difficoltà economiche sorte a causa della frequentazione di una donna tunisina che riempiva di regali (e alla quale aveva anche acquistato un bar a Cinisello Balsamo) sostenendo un tenore di vita di gran lunga superiore a quanto gli avrebbe permesso il suo stipendio da carabiniere.

Il militare si sarebbe “speso” per connazionali della donna effettuando per loro conto dei controlli accedendo abusivamente alla banda dati delle forze dell’ordine. Avrebbe inoltre omesso di denunciarne uno, che spacciava stupefacenti in un appartamento nel medesimo condominio della compagna, mettendolo, anzi, sull’avviso di prestare più attenzione ai suoi “traffici” ottenendo in cambio del “favore” alcune dosi. A sua volta avrebbe detenuto e spacciato dosi di cocaina e hashish (droghe delle quali era anche un consumatore) fino ad essere pizzicato con il mezzo chilo di eroina ”tagliata e pericolosa”.

Si sarebbe infine prodigato “accettando la promessa di un compenso di 600 euro” dicono gli investigatori, al fine di consentire a due cittadini tunisini “trattenuti” presso l’hotspot di Lampedusa di allontanarsi dall’isola, di redigere false denunce di smarrimento di documenti di identità a nome di due cittadini rumeni da far utilizzare ai due nordafricani in sostituzione dei propri. Un piano fallito e dal quale sono partite le indagini che hanno svelato i suoi presunti innumerevoli reati contestati dalla Procura e illustrati durante una conferenza stampa dal capo procuratore di Monza Luisa Zanetti, dal tenente colonnello Simone Pacioni e dal comandante del Reparto operativo, il tenente colonnello Ruggero Rugge.

Nell’ambito della esecuzione dei provvedimenti cautelari sono state anche effettuati vari decreti di perquisizione che hanno portato al sequestro di alcune dosi di cocaina, strumenti per il taglio e il confezionamento e 12.000 euro in contanti probabile provento dello spaccio.

LA CONFERENZA STAMPA


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