Emergenza coronavirus: «Nessuna carenza di farmaci, ma è inutile cercare le mascherine»
Monza Andrea Mandelli presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani (Foto by Fabrizio Radaelli)

Emergenza coronavirus: «Nessuna carenza di farmaci, ma è inutile cercare le mascherine»

Il presidente della Federazioni ordini farmacisti italiani, il monzese Andrea Mandelli, fa una fotografia della situazione delle farmacia nei giorni dell’emergenza Coronavirus. E dice: «Nessuna carenza di farmaci, ma è inutile cercare le mascherine».

Non c’è alcun allarme per una possibile carenza di farmaci: il sistema sta reggendo nonostante l’elevato aumento di richieste di medicinali necessari a curare i pazienti contagiati dal Covid-19.

Rassicura tutti Andrea Mandelli, il farmacista monzese presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani: «Sia nelle singole farmacie che negli ospedali – spiega - riusciamo a far fronte ai bisogni con il ricorso ai medicinali originali e ai generici. Siamo in contatto costante con i grossisti, con i produttori e con la loro federazione». Gli antinfiammatori non scarseggiano, aggiunge, e la disponibilità di antibiotici rimane buona: «I pazienti cronici – assicura Mandelli – non hanno nulla da temere. I loro medicinali continuano a essere prodotti e distribuiti come prima dello scoppio dell’emergenza».

Nelle farmacie delle grandi città come in quelle dei paesi più piccoli le consegne vengono effettuate quotidianamente con ritardi, precisa il presidente, tuttalpiù di qualche ora a causa del contesto generale.

I farmacisti sono tra gli operatori più esposti al virus: «Sono tra le colonne portanti degli ospedali – commenta Mandelli – sono al fianco di rianimatori e infettivologi nel trovare le soluzioni migliori per curare i pazienti contagiati». È importante, quindi, che possano contare su protezioni adeguate a partire dalle mascherine e dai guanti che arrivano con il contagocce anche nei nosocomi: «Speriamo – auspica – che nei prossimi giorni la Protezione Civile possa sbloccare le forniture». In attesa che la «situazione frustrante» si stabilizzi il presidente lancia un appello ai cittadini: «È inutile – raccomanda – correre da una parte all’altra alla ricerca spasmodica di mascherine. Non ce ne sono. In questo momento l’unico consiglio che posso dare è quello di rimanere a casa: vedo troppa gente in strada, sia a piedi che in macchina. Il solo modo per cercare di emergere dal tunnel è quello di non uscire: tanti non l’hanno capito, ma siamo di fronte a un killer silenzioso. Quella che stiamo vivendo è una tragedia». La spesa, aggiunge, andrebbe fatta una volta a settimana e, prima di rientrare, andrebbero tolte le scarpe e immediatamente dopo lavate con cura le mani.

«La cosa che più mi preoccupa? - domanda Mandelli – È una scarsa consapevolezza dei rischi del contagio da parte di tanti». Molti altri, però, sono allarmati dai numeri crescenti dei positivi e dei decessi: «Dobbiamo evitare il panico – conclude il presidente dei farmacisti italiani – in questo momento è inutile chiedersi cosa si sarebbe potuto fare per prevenire l’epidemia. Cercheremo di comprenderlo più avanti: ora stiamo ragionando con il ministro alla Salute Roberto Speranza per capire come affrontare questo cammino. A livello personale ritengo che andrebbero inasprite le misure per limitare la circolazione delle persone».


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